Addio a Fatima Mernissi, la sociologa che distrusse l’immagine occidentale della donna musulmana


 

È morta Fatima Mernissi, una delle voci più moderne della letteratura contemporanea marocchina. Aveva 75 anni. Ne ha dato notizia la famiglia a funerali avvenuti spiegando che Fatima è deceduta il 23 novembre. Femminismo, modernità e islam sono state al centro delle sue opere e delle sue battaglie. Docente di sociologia all’Università Mohammed V di Rabat,  studiosa del Corano e militante, i suoi libri sono stati tradotti in 25 lingue.

Per molti anni ha svolto attività di ricerca e insegnamento in ambito internazionale. In Italia è nota soprattutto per il grande successo di La terrazza proibita, 1996, seguito da L’Harem e l’Occidente, 2000, Islam e democrazia, 2002, e Karawan dal deserto al web, 2004. La terrazza proibita, libro che attinge nel vissuto dell’autrice, ha ispirato anche la realizzazione di un interessante testo dal titolo Hudud!- un viaggio nel cinema maghrebino di Leonardo De Franceschi, ricercatore al dams dell’Università degli Studi Roma Tre.

Ha fatto a pezzi l’immagine tutta europea derivata dalle pitture di Delacroix, Matisse, Picasso o Ingres, che dipingevano le donne dell’harem come lascive e senza diritti, costruendo al contrario figure femminili di grande spessore e intelligenza da opporre «all’harem occidentale della taglia 38».

Da sociologa aveva capito in anticipo e predetto il ruolo e l’importanza dei social media nelle Primavere arabe. Generosa con le donne, credeva nel lavoro artigianale e non esitava a paragonare un romanzo a un lavoro di ricamo. A Rabat, dove abitava, organizzava spesso dei corsi di scrittura per giovani talenti.

Instancabile promotrice di relazioni culturali fra i paesi del bacino del Mediterraneo, Mernissi sottolinea con vigore la necessità di far conoscere all’opinione pubblica l’esistenza di movimenti per la pace e forme di opposizione alla guerra e al terrorismo nel mondo arabo-islamico.

Nel 2003 ha ricevuto in Spagna il premio “Principe delle Asturie” e nel 2004 in Paesi Bassi il premio “Erasmus-Principe Bernardo”. Nel 2005 ha ricevuto il premio Mediterraneo di cultura della Maison de la Méditerranée – fondazione laboratorio Mediterraneo – per aver saputo cogliere gli elementi di trasformazione e cambiamento all’interno del mondo arabo che sembrano offrire nuovi strumenti di collaborazione fra società tradizionali e universo globalizzato.

Opere tradotte in italiano
Le donne del profeta, Ecig 1992
Le sultane dimenticate, Marietti 1992
Chaharazad non è marocchina, Sonda 1993
La terrazza proibita, Giunti 1996
L’harem e l’Occidente, Giunti 2000
Islam e democrazia, Giunti 2002
Karawan. Dal deserto al web, Giunti 2004
Le 51 parole dell’amore, Giunti 2008

L’harem e l’Occidente

Un libro che sa districare con umorismo e intelligenza i nodi complicati del confronto fra maschile e femminile e che stimola a sorridere affrontando i reciproci pregiudizi fra Oriente e Occidente. Ovunque vivano, gli uomini, siano orientali o occidentali, fantasticano sull’harem. “Se vi soffermate a contemplare le tante opere dipinte dagli artisti su questo tema, vi troverete di fronte ad un enigma: mentre gli occidentali hanno raffigurato le bellezze da harem come creature innocue e statiche, gli orientali le hanno mostrate come donne battagliere. Che cosa si cela dietro le diverse rappresentazioni di queste bellezze effimere, creature del sogno maschile? Che cosa ci raccontano sui misteriosi nessi che legano sesso e paura?”. Fatima Mernissi si è proposta di risolvere il problema, anche se la sua curiosità, più che delle risposte le ha fruttato delle nuove intriganti domande.