Scambio di prigionieri tra al Qaeda e il Libano: c’è anche la moglie di al Baghdadi


 

Saja al Dulaimi, la ex moglie del capo dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi, liberata dal Libano insieme a una figlia del ‘Califfo’, ha detto che si trasferirà in Turchia. Lo riferisce la tv Al Jazira mostrando le immagini di madre e figlia a bordo di un pullmino della Croce Rossa, attorniato da miliziani del Fronte Al Nusra.

Le immagini mostrano la donna con la testa e il volto coperti da un velo di colore chiaro. La bambina, di circa sei anni, veste una giacca a vento rossa con cappuccio e viene presa in braccio da un miliziano con il volto coperto.

La liberazione della donna è avvenuta all’interno di uno scambio di prigionieri tra il Libano e il Fronte al Nusra, filiale siriana di al Qaeda. L’operazione è andata in porto grazie alla “sponsorizzazione” del Qatar, sponsor prioprio dei terroristi di al Qaeda.

Al-Nusra teneva in ostaggio 19 tra poliziotti e militari libanesi sequestrati il 2 agosto del 2014 in una località nei pressi del confine siriano. Secondo l’emittente qatariota, i sequestratori dopo aver consegnato alle autorità òlibanesi la salma di un soldato, Mohammed hamiyah, “giustiziato” nell’agosto 2014, “stanno procedened alla consegna di 16 militari libanesi in cambio della liberazione da parte del governo di Beirut di 8 prigioneiri uomini e 5 detenute donne”.

Oltre a Saja, ci sarebbero molti famigliari di capi jihadisti sia di al Nusra che dell’Isis. Le altre donne che dovrebbero fare parte dello scambio sono, secodo Assafir: Jammanah Hamid, arrestata nel febbraio 2014 mentre era a bordo di un’autobomba che percorreva una strada al confine siriano-libanese; Ala al Uqeili, moglie del comandante Isis Abu Ali al Shshani, Leiyla Abdul Karim al Najjar, congnata dello stesso al Shshani oltre ad una quarta donna indicata con il nome di Samar al Hindi. A completare la lista dei jihadisti oggetto dello scambio, due libanesi, due palestinesi e quattro siriani