Siria. A New York nuovi colloqui internazionali, la Russia non cede sul futuro di Assad


 

I ministri degli Esteri di 17 paesi si riuniscono a New York nell’ambito dei colloqui internazionali per tentare di risolvere la crisi siriana. Il vertice verrà aperto dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e sarà presieduto dal segretario di Stato degli Usa, John Kerry. Ci saranno anche il ministro italiano Paolo Gentiloni e l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, che lavora a un piano per il cessate il fuoco a livello nazionale. La riunione si svolge presso la sede dell’Onu.

Il Consiglio di Sicurezza potrebbe adottare una risoluzione che appoggia il cosiddetto ‘processo di Vienna‘, dandogli maggiore forza. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che partecipa ai negoziati, si è detto fiducioso che la risoluzione possa essere adottata già oggi. Un ottimismo stemperato però da Vitaly Churkin, ambasciatore russo all’Onu, che ha espresso dubbi sulla possibilità di arrivare ad adottare una risoluzione.

«Non sono sicuro che succederà – ha affermato, citato dall’agenzia Dpa – perché purtroppo ci sono tentativi deliberati o non deliberati di minare il documento di Vienna». Il documento, adottato nella capitale austriaca il 30 ottobre, contiene una roadmap per l’avvio di un processo politico tra il governo di Damasco e l’opposizione, che dovrebbe portare alla nascita di un governo di transizione entro sei mesi e a elezioni entro 18 mesi.

Il disaccordo tra i partecipanti ai colloqui è il destino del presidente Bashar al-Assad, con Russia e Iran che si oppongono all’idea che debba lasciare il potere prima dell’avvio del processo politico.