Fonte del governo siriano ad agenzia di stampa: la Russia ha tolto influenza militare all’Iran


 

L’Iran ha affrontato «complesse battaglie politiche» con la Russia dopo la decisione di quest’ultima di togliere a Teheran ogni potere decisionale a livello militare in Siria, ma alla fine ha dovuto arrendersi. È quanto dichiara all’agenzia di stampa Aki-Adnkronos International una fonte militare governativa siriana, che ha preferito restare anonima.

«Dall’inizio dello scorso agosto la Russia ha preso una serie di misure e decisioni, prima di dare il via al suo intervento militare in Siria, alcune delle quali discusse con il governo, altre invece sono state imposte», spiega la fonte, secondo cui tra queste decisioni vi è quella di «togliere all’Iran qualsiasi influenza militare diretta in Siria o anche sulle decisioni di Damasco in ambito militare».

«Alcuni leader militari e politici iraniani hanno cercato di opporsi a questa decisione russa, ma senza esito», aggiunge la fonte, rivelando che «si sono svolti anche negoziati lunghi e complicati, ma Mosca è rimasta ferma sulle sue posizioni», come del resto «ha ribadito il presidente russo (Vladimir Putin, ndr) ai leader iraniani in occasione della sua visita a Teheran lo scorso novembre».

Quanto alla possibilità che Hezbollah, in quanto braccio militare dell’Iran, si ritiri dalla Siria, la fonte spiega che «i leader militari siriani non danno molta importanza a questa ipotesi, poiché erano interessati ai combattenti di Hezbollah solo alla luce della carenza di elementi nell’esercito governativo su alcuni fronti, impedendo però loro di compiere qualunque azione senza previa autorizzazione da parte del comando militare russo in Siria».

Il governo di Damasco «ha sottolineato con forza anche il suo rifiuto di un qualsiasi cambiamento demografico», operazione che Hezbollah «stava pianificando a Zabadani, al-Fouaa e altrove», aggiunge la fonte, precisando che «alla fine la Russia chiederà all’Iran di ritirare tutti i suoi combattenti, dopo che sarà annunciato un accordo per un cessate il fuoco» e questo a prescindere «dall’entità delle perdite umane di Hezbollah in Siria», cosa a cui Mosca «non è interessata al momento».

Rapporti tanto dell’opposizione armata in Siria quanto di Hezbollah sottolineano che negli ultimi due mesi si sta assistendo a un incremento senza precedenti di vittime tra le file delle milizie sciite libanesi fedeli all’Iran, e questo in più aree della Siria. Allo stesso tempo, alcuni media occidentali hanno affermato che l’Iran avrebbe cominciato a ritirare le sue forze dalla Siria, in particolare i pasdaran, tra i quali si contano ugualmente moltissime vittime. Stando alle informazioni trapelate, vi sono in Siria circa 7.000 pasdaran e 8.000 miliziani di Hezbollah, che fino all’inizio dell’anno erano sotto il comando della Brigata Gerusalemme iraniana.