In migliaia a Tunisi per celebrare l’anniversario della cacciata di Ben Ali


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Migliaia di persone si sono riunite nella capitale tunisina in occasione del quinto anniversario della caduta del presidente Zine El Abidine Ben Ali, inizio ed epilogo di una rivolta che ha ispirato le cosiddette Primavere Arabe. Teatro della manifestazionhe è stata Habib Bourguiba Avenue, l’arteria principale del centro di Tunisi e l’epicentro della rivoluzione.

Alcuni hanno partecipato ai raduni politici, intonando slogan rivoluzionari come “Lavoro! Libertà! Dignità!” e sventolando le bandiere tunisine, mentre altri hanno ascoltato concerti e  aderito a iniziative in ricordo dei giorni della rivolta. L’anniversario ha comunque provocato sentimenti contrastanti nei manifestanti: l’orgoglio per la rivoluzione di cinque anni fa è stato temperato dalle preoccupazioni per i continui problemi economici nel paese e per l’aumento della violenza di matrice “jihadista”.

“La rivoluzione non mi ha aiutato in alcun modo, i prezzi sono saliti e molti giovani sono ancora emarginati”. Così Latifa, una sarta di 40 anni, che ha messo il dito nella piaga: è proprio nell’emarginazione giovanile e nel disagio di molti giovani che l’IS e i gruppi jihadisti puntano per poter reclutare i propri “soldati”, spesso inviati in Siria per combattere contro il governo di Damasco. Malgrado i problemi, Latifa si mostra comunque fiduciosa: “Sono venuta a celebrare questa giornata perché la rivoluzione ci ha portato un po’ di democrazia. Questa è la cosa più importante”.

Le manifestazioni sono state accompagnate da una massiccia presenza della polizia, per prevenire nuovi atti terroristici. Il 2015 è stato un anno orribile per la Tunisia, scossa da una serie di attacchi mortali da parte di gruppi jihadisti.

Ben Ali si è dimesso il 14 gennaio 2011,  dopo che decine di migliaia di tunisini erano scesi in piazza per opporsi al suo governo durato ben 23 anni. Ben Ali è fuggito in esilio in Arabia Saudita, dove ancora si trova. La Tunisia è l’unico paese in cui si puà dire che la Primavera Araba abbia avuto successo. In tutti gli altri, in particolare in Libia ed Egitto, i moti, spesso fomentati dall’Occidente, hanno provocato un vuoto di potere che ha generato il caos e l’avanzata di gruppi estremisti che oggi costituiscono il principlae fattore di destabilizzazione della regione.

 

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