Il dramma dei migranti in un docu-film del Centro Italo Arabo Assadakah


 

In principio, un uomo scruta il mare con i binocoli. Alla fine, una ragazza canta e ride sotto il sole. In mezzo il dramma, i racconti e le speranze dei migranti partiti dalla Libia e arrivati in Sardegna, dopo aver sfiorato la morte accalcati nei barconi nel viaggio verso un futuro migliore.

Questo è “Storie di migrantes”, prodotto dal Centro Italo Arabo e del Mediterraneo Assadakah e dalla Fondazione di Sardegna, realizzato dal giornalista Alessandro Aramu e dal regista Carlo Licheri.

Il filmato è diviso in tre capitoli. Il primo racconta del viaggio verso la Libia, passando per il deserto centrafricano, per cercare una vita migliore o fuggire dalle guerre. “Non è facile vivere in Libia”, racconta un ragazzo partito dal Gambia.  E per le donne è ancora più difficile, come riferisce una ragazza, vittima di un’aggressione e fuggita dopo un tentativo di violenza. Unico rimedio il mare.

Il secondo capitolo è la traversata in mare. “Una prigione in cui attorno a te vedi solo acqua”. Lotta per la sopravvivenza tra fame, sete e botte. Qualcuno non ce la fa. Poi lo sbarco. “Non sanno parlare, cercano aiuto con lo sguardo”, spiega un’addetta alla accoglienza.

Infine, l’ultimo capitolo. La Sardegna e la rinascita. I primi passi nel nuovo mondo si compiono tra una lezione al liceo linguistico e un lavoro da barman o da cuoco, in compagnia di chi li supporta nei centri d’accoglienza. Col passare del tempo, tra  una sfida a biliardino e due tiri a basket, si ritrova la speranza. I desideri sono “fare una famiglia”, “diventare avvocato” o più semplicemente “dire che gli africani sono innocenti e che non sono qui per fare del male” e integrarsi con il mondo e le persone che incontrano ogni giorno.

Queste storie sono raccontate con le interviste fatte nei centri di accoglienza, i video delle attività e della vita di tutti i giorni. La leggerezza a cui fa contrasto la durezza delle immagini della traversata nel deserto e in Libia, con foto di importanti fotoreporter internazionali, e i video dei salvataggi nel mare di Lampedusa durante l’Operazione Mare Nostrum, ad opera del filmaker Ferruccio Goia. Il chiaro e lo scuro che si dissolve nella leggerezza di una ragazza che canta, simbolo di una rinascita e un futuro migliore per chi viene in Sardegna, con il supporto di chi lavora nel campo.

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