Bombe dei ribelli su ospedale russo, morti e feriti. Mosca accusa l’Occidente


 

Un medico e due infermiere russe sono rimasti uccisi nel bombardamento di un ospedale da campo ad Aleppo ovest: lo riferisce il generale russo Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa di Mosca. “I dottori russi e siriani hanno fatto tutto il possibile per salvarla, ma le gravi ferite non erano compatibili con la vita della militare”, ha dichiarato il generale riferendosi a una delle due donne rimaste ferite. L’altra è morta sul colpo. Secondo le prime risultanze il bombardamento è stato effettuato dai ribelli.  Nell’attacco sarebbe rimasto ferito in modo grave anche un pediatra, così come alcuni pazienti.

Il ministero della Difesa della Federazione Russa ha lanciato una pesante accusa contro i paesi occidentali che avrebbero fornito ai miliziani ribelli presenti le coordinate per sferrare un attacco contro l’ospedale militare russo di Aleppo, dove sono rimaste uccise due operatrici sanitarie russe. Secondo quanto affermato dal portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, Mosca non esclude che le coordinate dell’ospedale da campo siano state fornite ai ribelli attraverso il coinvolgimento di “sostenitori dei terroristi” in Occidente.

“Senza dubbio, il bombardamento è stato effettuato dai combattenti dell’opposizione. Siamo consapevoli che i militanti hanno ricevuto dati precisi e le coordinate del reparto ospedaliero amministrato dai russi “, ha detto Konashenkov. “Il sangue dei nostri militari è anche sulle mani di coloro che hanno ordinato questa uccisione”, ha aggiunto il funzionario, citando la responsabilità di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e altri paesi “simpatizzanti”.

Mosca, ha detto ancora Konashenkov, chiede “a tutta la comunità internazionale e anche al movimento internazionale della Croce e della Mezzaluna rossa, a Medici senza frontiere, e ad altre organizzazioni internazionali, di condannare in modo deciso l’omicidio premeditato dei sanitari militari russi che compivano il loro dovere professionale per fornire aiuti agli abitanti civili di Aleppo”.