Il Qatar rivela: l’ufficio politico dei Talebani fu aperto su pressioni degli USA


 

Un alto funzionario del Qatar ha affermato che il proprio paese ha ospitato l’ufficio politico del movimento dei Talebani su “richiesta degli Stati Uniti” che, tramite l’allora Presidente Barack Obama, insieme a un certo numero di altri paesi arabi, hanno fatto pressioni su Doha. La dichiarazione è stata fatta da Mutlaq al-Qahtani, un alto funzionario del ministero degli Estero del Qatar, nel corso di un’intervista con il canale satellitare arabo “Al-Jazira”. I Talebani hanno aperto un “ufficio politico” in Qatar nel 2013 (nella foto), che è però stato poi successivamente chiuso dal governo di Doha.

«Siamo pronti ad avere ora un ufficio politico oltremare per raggiungere un’accordo con la comunità internazionale. A questo riguardo abbiamo stipulato un’intesa preliminare con il Qatar e altre controparti rilevanti», aveva detto il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, annunciando l’imminente apertura della propria sede a Doha. In quell’occasione aveva spiegato che «le due parti principali» coinvolte erano «l’Emirato islamico dell’Afghanistan (i talebani) e gli Stati Uniti con i loro alleati». L’alto funzionario del ministero degli Estero del Qatar oggi rivela un particolare in più: a spingere per l’apertura dell’ufficio politico furono gli Stati Uniti e, in particolare, il presidente Obama.

Nel corso del 2012, i rappresentanti degli Stati Uniti e i talebani si sarebbero incontrati segretamente diverse volte in Europa e nel Golfo Persico, anche per stabilire la possibile posizione di una sede per le trattative. Il Qatar in quel momento era ritenuto il Paese più indicato perché aveva coltivato buone relazioni sia con il mondo islamico che con quello occidentale.

L’apertura della “sede diplomatica” dei talebani in Qatar era avvenuta anche grazie al via libera dell’allora presidente afghano Hamid Karzai – inizialmente contrario all’ipotesi – nell’ambito di un riavvicinamento tra il governo e i Talebani in lotta  dal 2001. Lo stesso Karzai veniva ritenuto dal gruppo fondamentalista un “fantoccio in mano agli americani”.

L’ufficio dei talebani era visto dall’occidente come la chiave per progredire nel negoziato in vista di un accordo per porre fine alla guerra in Afghanistan. Per i talebani quella di Doha era la prima sede pubblica riconosciuta in grado di avere rapporti ufficiali con gli Stati Uniti e i governi europei, fino a quel momento considerati nemici. Proprio in quella fase la Casa Banca aveva manifestato anche la disponibilità a liberare alcuni dei capi talebani prigionieri a Guantanamo.