Armi chimiche in Siria, Mosca: mancano prove, per ora solo fango


 

La Russia ritiene che solo gli esperti internazionali possano trarre conclusioni sull’uso delle armi chimiche in Siria e, data la mancanza di prove, tali affermazioni non sono altro che “fango”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

“Crediamo che l’unica cosa che possa essere la base di qualsiasi accusa sia una commissione internazionale, la conclusione di un gruppo di lavoro internazionale. Puoi chiamarla come vuoi, ma ci dovrebbe essere il risultato di un’indagine imparziale”, ha detto Peskov. “Dato che non esiste tale inchiesta ogni accusa non è altro che fango”, ha detto. “La parte russa ritiene che sia inaccettabile l’uso di armi chimiche e se ci sono dei sospetti bisogna avviare un’indagine internazionale imparziale”, ha affermato.

Nelle scorse settimane, la Russia aveva annunciato una provocazione da parte dei gruppi armati dell’opposizione (i terroristi di Jabat al Nusra e i rappresentanti dei Caschi Bianchi) che occupano l’area di Idlib, denunciando un possibile attacco chimico allo scopo di far ricadere le responsabilità sulle autorità siriane.

Informazioni a riguardo le aveva date al centro di riconciliazione un residente di Idlib, evidenziando che i terroristi avevano portato in uno dei villaggi più di 20 bombole di cloro per preparare una provocazione. Lo scorso 8 febbraio l’ambasciatore della Russia in Siria, Aleksandr Kinshak, ha affermato che la situazione sul dossier delle armi chimiche siriane non migliora e per l’Occidente è diventata una importante carta da giocare contro Mosca.

Nel frattempo, un convoglio umanitario, composto da 46 camion, organizzato da varie agenzie dell’Onu e da altre organizzazioni umanitarie è entrato per 9 ore nella Ghouta orientale, l’area vicino la capitale Damasco controllata dai gruppi jihadisti, dopo avere ricevuto il necessario permesso delle autorità governative. Gli aiuti umanitari comprendeva cibo, medicine e altri generi di prima necessità, complessivamente per un peso di 247 tonnellate.

 

Fonte: Ansa/TASS