Nuovi insediamenti in Cisgiordania e riconoscimento del Golan: Israele sfida il diritto internazionale


 

Israele rilancerà estesi progetti edili ebraici in Cisgiordania. Lo ha anticipato su Twitter il super falco Avigdor Lieberman, ministro della Difesa del governo presieduto da Netanyahu. “La settimana prossima – ha scritto – sottoporremo al Consiglio superiore per la progettazione nella Giudea-Samaria (Cisgiordania) piani per la costruzione di 2.500 alloggi, 1.400 dei quali da realizzare subito”. “Estenderemo le costruzioni in tutta la Giudea-Samaria – ha aggiunto – da Nord a Sud, in insediamenti piccoli e grandi”.

Israele ha occupato militarmente Gerusalemme Est e la Cisgiordania nella guerra del 1967 e da allora ha costruito decine di insediamenti in un territorio che secondo il diritto internazionale  appartiene a quello che dovrebbe diventare lo Stato di Palestina, un’area che l’Onu riconosce appunto come “Territori occupati”.

Dall’inizio dell’amministrazione Trump Israele ha intensificato, secondo i rapporti presentati da alcune ONG,  la costruzione di nuove abitazioni e nuovi insediamenti nei Territori occupati, segno che la presenza di un governo amico come quello americano ha creato per Israele la condizione dal punto di vista internazionale per attuare una nuova fase di espansione edilizia.

La politica espansionistica di Israele non si ferma qui. Il nuovo obiettivo è il riconoscimento da parte degli Stati Uniti, dopo Gerusalemme capitale, delle alture del Golan, occupate in modo illegittimo e sottratte alla Siria. Un’idea che arriva direttamente dal ministro israeliano dell’Intelligence, Yisrael Katz,  che ha sottolineato come nei colloqui bilaterali con Washington “in cima all’agenda” via sia il riconoscimento da parte degli Stati Uniti dell’annessione unilaterale delle alture del Golan da parte dello Stato ebraico.

“Questo è il momento perfetto per fare una tale mossa”, ha detto il ministro. Un passo giustificato per contrastare Teheran: “La risposta più dolorosa che si può dare agli iraniani è riconoscere la sovranità sul Golan di Israele”. “Penso che ci sia una grande maturità e un’alta probabilità che questo accada”, ha aggiunto il ministro, secondo cui il riconoscimento potrebbe avvenire “entro qualche mese”. La Casa Bianca non ha per ora commentato le osservazioni di Katz.

 

a cura di Silvia Contu