La Tunisia si schiera: la Siria deve rientrare nella Lega Araba


“La questione siriana è all’ordine del giorno di tutti gli incontri arabi e sarà discussa al Vertice di Tunisi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tunisino, Khémaies Jhinaoui, in un’intervista alla Tap aggiungendo che “gli attuali processi politici richiedono ai leader arabi di interessarsi alla situazione in Siria per portare il Paese fuori dalla crisi e consentirgli di riconquistare il proprio posto all’interno della nazione araba”.

“La Siria – ha detto ancora Jhinaoui – è un membro fondatore della Lega degli Stati arabi e il suo posto naturale è nel gruppo dei Paesi arabi. Tuttavia, la questione della sua reintegrazione dovrebbe essere una decisione unanime dei leader arabi come lo fu nel 2011, quando la sua appartenenza venne sospesa”.

“La Tunisia, parte integrante del gruppo, non risparmierà nessuno sforzo in questa direzione, ma la decisione non è solo sua”, ha precisato il ministro degli Esteri tunisino. A livello bilaterale, le relazioni tra Tunisia e Siria non sono state interrotte, la Tunisia ha una rappresentanza diplomatica a Damasco ed è in contatto con lo Stato siriano e il suo governo dal 2014, ha spiegato Jhinaoui, con una cooperazione a livello di sicurezza.

Le dichiarazioni del ministro tunisino non giungono inaspettate: da anni, infatti, il recupero delle relazioni diplomatiche con la Siria è diventato una questione urgente per il governo nord africano, dato il gran numero di combattenti tunisini coinvolti nella guerra siriana (circa 4000 secondo alcuni esperti dell’ONU, mentre altri parlano di una cifra superiore, con circa un migliaio in altri focolai di tensione). Il recupero dei legami tra i due paesi è stato a lungo auspicato dai partiti politici nazionalisti, le organizzazioni civili e la sinistra tunisina.

La questione della sicurezza ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un elemento decisivo nella stabilizzazione dei rapporti politici tra i due paesi: Tunisi, insieme a molti altri paesi arabi, hanno dovuto riconsiderare la loro posizione nei confronti di Damasco in seguito alle vittorie conseguite dall’esercito siriano e al rafforzamento del presidente Bashar al Assad.

La Tunisia annunciò la rottura delle relazioni diplomatiche con la Siria durante la presidenza Marzouki. Quantunque Essebsi, durante la campagna elettorale del dicembre 2014, avesse dichiarato la sua ferma volontà di restaurare i rapporti con Damasco, anch’egli fece un brusco passo indietro nel maggio 2015, sostenendo che la presenza di un ambasciatore siriano a Tunisi non fosse nell’interesse del Paese.