Ucraina chiude le frontiere. L’ira di Mosca che annuncia sanzioni a imprese Usa


 

L’Ucraina ha chiuso otto valichi al confine con la Russia nelle regioni separatiste di Lugansk e Donetsk. Kiev ha motivato la decisione giustificando di non avere sufficienti guardie di frontiera per vigilarli e “di temere il contrabbando di armi dirette ai ribelli filo-russi”. Nelle due città sono stati chiusi entrambi gli aeroporti internazionali.

Mosca si è detta «indignata» dalla decisione di chiudere parte delle frontiere: “Invece di aprire questi confini per tutti coloro che desiderano lasciare l’area delle azioni militari, – ha dichiarato Aleksandr Lukashevich, portavoce del ministero degli esteri russo – essi vengono chiusi. È assolutamente offensivo e inaccettabile”.

Il governatore della regione russa di Rostov, lungo la frontiera, ha proclamato lo stato d’emergenza per l’afflusso di decine di migliaia di profughi ucraini, ma Kiev nega che vi sia un esodo.

Il premier russo Dmitri Medvedev ha accusato le autorità ucraine di “mentire” sulla situazione umanitaria nel Paese, che sta portando alla fuga in Russia di migliaia di persone, dando luogo a una crisi “senza precedenti”. Intanto Mosca ha varato sanzioni contro decine tra individui e imprese Usa. Nella lista ci sono decine di persone, tra le quali alti funzionari. Il Cremlino ha precisato che non renderà noti i nomi dei cittadini e delle imprese destinatari delle misure.

Con fonte Ansa/ Agi/ Afp

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