Dall’inizio dei negoziati Israele ha ucciso 31 palestinesi


Ramallah – Quds Press. Muhammad Ashtiya, membro del comitato centrale di Fatah, tra i leader della delegazione per i negoziati israelo-palestinesi, ha dichiarato che dall’inizio delle trattative dello scorso luglio l’occupazione israeliana ha ucciso 31 palestinesi, ne ha arrestati 500 ed ha distrutto 208 case.

Ciò avviene nel momento in cui il capo della delegazione palestinese, Saeb Ereqat, ha annunciato che l’Autorità palestinese è pronta a prorogare di un altro anno le trattative.

In un incontro organizzato dal Dipartimento per i negoziati la notte del 19 dicembre, alla presenza di diplomatici e giornalisti internazionali e locali presso Beit Jala, a nord di Betlemme, Ashtiya ha affermato che “i negoziati hanno l’obiettivo di porre fine all’occupazione e di creare uno stato palestinese, con Gerusalemme Est capitale, all’interno dei confini del 1967, contrariamente alla volontà di Israele di minare le fondamenta della soluzione a cui invece la comunità internazionale fa appello per la creazione di uno stato palestinese, e di continuare con la costruzione di insediamenti nonostante le trattative in corso. Ogni decisione dei negoziati è dunque una mossa tattica di fronte alla comunità internazionale per porre fine alle pressioni esercitate su di essa da Israele.
In una dichiarazione poi diffusa dall’agenzia di stampa ufficiale dell’Autorità palestinese, ha inoltre dichiarato che “noi non cerchiamo un accordo qualsiasi, bensì un accordo ben chiaro, duraturo e totale che permetta ai palestinesi di crearsi un proprio stato entro i confini del 1967″.

Ashtiya ha dunque valutato gli sforzi del ministro degli Esteri americano John Kerry, la presa di posizione dell’Unione europea, ed il quartetto internazionale che sostiene la soluzione a due stati. Infine, rivolgendosi all’Europa, l’ha invitata a portare avanti il boicottaggio degli insediamenti israeliani, e non solo dei prodotti che da questi provengono.

Traduzione di Salvatore Michele Di Carlo