Una testimonianza da Damasco: ora Assad pulisca il paese dalla corruzione


Riceviamo e pubblichiamo:

(Samaan Guida – Damasco) – Sono passati più di tre anni dall’inizio della crisi siriana. Ora lo stato siriano ha vinto contro tante pressioni che derivavano dall’Occidente e dai paesi dei petrodollari, come l’intervento armato, la divisione settaria del paese. Ha potuto pure stabilire una certa sicurezza in varie zone del paese, e sta vincendo nelle sensibili battaglie contro i fanatici islamisti (ISIS – Fronte Al-nusra – Il fronte islamico).

Ormai è tempo che il presidente Bashar Al-Assad, dopo la sua vittoria nelle elezioni presidenziali, debba pensare con il nuovo governo che formerà tra poco ad un’ altra battaglia. La battaglia contro la povertà, contro la corruzione, contro lo sfruttamento del cittadino da parte dei  “coccodrilli commercianti”.

La metà del popolo siriano è disoccupata e il 50 % dell’altra metà non riesce ad arrivare alla fine del mese. Siamo in questa situazione da anni. I siriani temono di non potere più resistere davanti alla fame. C’è un detto siriano che dice “nessuno muore dalla fame”, forse perchè stavamo cosi bene prima della guerra, ma ora credetemi c’è della gente che muore veramente dalla fame…

I prezzi sono volati in aria, e migliaia di famiglie mangiano la carne una volta al mese, e tante altre non mangiano la frutta perché è talmente cara. Il prezzo del latte è aumentato del 600% (da 20 s.p al kilo a 120 s.p.) Allora immaginate quanto costa un kilo di formaggio normale (700 s.p). Attualmente lo stipendio medio di uno che lavora nello stato è 30.000 s.p (150 euro) e basterebbe per 20 giorni (a comperare solo cibo) sapendo che una famiglia media in Siria consiste di padre, madre, 3 figli.

Non voglio parlare delle bollette, della corrente elettrica, dell’acqua, del telefono, e non parlo dei vestiti per i bambini, e neanche della retta per la scuola. Secondo me la vera battaglia ora è contro la malavita, contro il nemico nascosto nella società che si chiama POVERTA’. Il grande Imam Ali dice: “Se la povertà fosse un uomo lo avrei ucciso”.

Io capisco tutte le difficolta’ che il governo attualmente affronta, ma quando la pancia ha tanta fame il cervello non ragiona più, soprattutto quando vedi che una certa classe di gente sta diventando troppo piena di soldi grazie a questa guerra. Se all’inizio del 2011 una piccola parte del popolo siriano è uscita contro il governo di Assad perchè economicamente era scontenta, ora più della metà del popolo siriano è scontenta…

La gente è andata a votare con la speranza che Assad porti non solo la sicurezza ma anche per migliorare la vita economica del cittadino siriano. Ora Assad ha la battaglia più dura in assoluto. Una battaglia che non richiede armi. Sì, vi sono le ONG che aiutano, ma questo tipo di aiuto sembra come una medicina per calmare il dolore. Tutte le  ONG ti danno cibo, abiti ma non offrono un lavoro che ti permette di vivere degnamente. Si ricomincerà veramente la vita del Paese quando si inizierà a creare dei posti di lavoro e quando il presidente inizierà a pulire il paese dalla corruzione, quando si comincerà a dare più libertà soprattutto ai media locali e meno controllo sul cittadino…

La situazione di Damasco ogni giorno è critica perchè i ribelli buttano colpi di mortaio su di noi. E la vita sta diventando sempre più difficile. La gente è molto stanca, c’è tristezza…

 

Articolo pubblicato anche su ORAPROSIRIA