La dura vita dei rifugiati siriani in Europa. Le nuove regole non bastano


 

(Stefano Levoni) – Sono oltre 11 milioni i rifugiati nel mondo nel 2013. È il dato riportato nel rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il Medio Oriente, il Sud Est asiatico ed il Corno d’Africa sono le aree con il maggior numero di rifugiati. Nello stesso anno le richieste d’asilo nell’Unione europea sono state 435.000 (335.000 nel 2012). Gli Stati membri hanno garantito protezione a 135.700 richiedenti asilo. Nel 2012 erano stati 116.200. Quasi la metà ha ottenuto lo status di rifugiato.

Il 26% delle persone che hanno trovato protezione nei paesi dell’Ue proviene dalla Siria. Cinque Stati membri dell’Ue hanno accolto il 70% delle persone richiedenti protezione internazionale: Svezia, Germania, Francia, Italia e Regno Unito. Dall’inizio del conflitto in Siria, si sono registrati circa 2,4 milioni di rifugiati. La Germania ha offerto asilo a circa 20 mila siriani. È il primo paese in Europa. Nel resto del continente invece sono stati accolti solo 5 mila rifugiati, un numero del tutto inadeguato a fronteggiare un’emergenza umanitaria che richiede lo sforzo e la buona volontà degli Stati membri.

Osama e Zaina sono fuggiti dalla Siria per mettersi in salvo ma hanno incontrato dei trafficanti di essere umani. Dopo essere giunti in Grecia, volevano chiedere asilo in Svezia ma l’uomo che ha affermava di poterli aiutare ha fatto tutto il contrario. “Mi ha detto: faremo a pezzi i tuoi figli – racconta Osama – e ti manderemo un pezzo alla volta. Ho vissuto le prime fasi deltla guerra nel mio paese e sentivamo l’oppressione. Ma ho provato più persecuzione qui che in Siria”.

Il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli ha esortato l’Unione Europea a intervenire. Anna Lòpez Fontal avverte: “Chiediamo ai leader europei di intervenire, di offrire un’alternativa ai rifugiati, per evitare che siano preda dei trafficanti. L’unica soluzione che stiamo offrendo loro è: “Provate ad arrivare qui a vostro rischio e pericolo. Tutto questo – ammonisce la rappresentante del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli è inaccettabile”.

Nel 2013 i deputati hanno approvato il Sistema europeo comune d’asilo, volto a ottimizzare le richieste di asilo e le condizioni di detenzione nell’UE. L’obiettivo? Assicurare condizioni dignitose di accoglienza per i richiedenti asilo che arrivano nell’UE ed evitare che vengano trasferiti verso paesi dell’Unione europea in cui vi sia rischio di non veder tutelati i loro diritti umani. Tuttavia il problema è l’attuazione delle norme negli Stati membri. Un problema non nuovo per questo genere di materia. “Al momento – sottolinea Claude Moraes, esponente dell’Alleanza dei Progressisti, Socialisti e Democratici- abbiamo vari paesi che vogliono scegliere in che modo vogliono gestire una crisi come quella dei rifugiati siriani. Il problema è che, come Unione Europea, non stiamo collaborando e dividendo gli oneri. Le persone che soffrono sono i siriani”.

Nell’ottobre 2013 i deputati europei hanno richiesto un cambiamento nel sistema di accoglienza umanitaria dopo il naufragio al largo delle coste di Lampedusa in cui hanno perso la vita centinaia di persone il 3 ottobre 2013. I deputati hanno inoltre richiesto che il sistema di sorveglianza delle frontiere Eurosur sia anche usato per salvare le vite dei migranti.

Circa cento organizzazioni non governative intanto hanno presentato una petizione per chiedere ai leader dell’Unione Europea di creare un salvacondotto per i rifugiati siriani, per far si che non siano respinti ai confini, permettendo anche il ricongiungimento di famiglie divise dalla guerra