Israele accetta la proposta egiziana. Hamas dice no: sarebbe una resa


 

Israele ha accettato la proposta egiziana di cessate il fuoco con Hamas. La decisione di accettare la tregua è stata raggiunta durante una riunione del gabinetto di sicurezza, convocata questa mattina da Netanyahu. La proposta egiziana è stata bocciata dai leader dei due partiti della destra nazionalista, il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman di Yisrael Beitenou, e quello dell’Economia Naftali Bennett di Focolare Ebraico.

Hanno invece votato a favore il primo ministro Netanyahu, il ministro della Difesa Moshe Yaalon, delle Finanze Yair Lapid, della Giustizia Tzipi Livni, del Fronte Interno Gilad Erdan e della sicurezza Interna Yitzhak Aharonovich. Il gabinetto di Sicurezza ha tuttavia stabilito che Israele reagirà se Hamas violerà il cessate il fuoco.

La tregua immediata avanzata dall’Egitto è stata rifiutata invece dal movimento palestinese Hamas perché il piano non include un accordo completo e definitivo sul conflitto. “Un cessate il fuoco senza giungere a un accordo definitivo -ha spiegato il portavoce Fawzi Barhoum –  è escluso. In tempi di guerra non cessi il fuoco per negoziare in seguito”.

Hamas esige la fine dei bombardamenti, la revoca del blocco imposto a Gaza dal 2006, l’apertura del valico di frontiera di Rafah e il rilascio di tutti i prigionieri come previsto nell’accordo di scambio con il soldato israeliano Gilad Shalit.

La proposta egiziana di tregua è stata respinta anche dal braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al Qassam, che l’hanno definita “una resa” ed hanno minacciato di intensificare le loro operazioni contro Israele: “Se il contenuto di questa proposta è quel che sembra, si tratterebbe di una resa e noi la rigettiamo senza appello. La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà”.

Dopo sei ore, Israele ha ripreso le operazioni nella Striscia di Gaza. Le parole di Netanyahu sono state durissime: “Hamas ha scelto di proseguire la campagna militare. Pagherà il prezzo. Se non c’è un cessate il fuoco, la nostra risposta è: fuoco ! Hamas non ci lascia altra scelta che non la estensione delle operazioni. Il nostro obiettivo è di riportare la calma per gli israeliani mediante l’assestamento di colpi significativi all’organizzazione terroristica di Hamas”. Il premier israeliano ha dunque addossato ad Hamas e alla Jihad islamica la responsabilità di aver respinto la proposta egiziana per il cessate il fuoco.

Il presidente dell’Anp Abu Mazen ha lanciato un appello ”a tutte le parti” affinché’ assecondino gli sforzi egiziani, nell’ intento di risparmiare ulteriori vittime al popolo palestinese e ”nel supremo interesse nazionale”.