Libia. Il gruppo Ansar al-Shari’a annuncia la nascita di un emirato a Bengasi


 

(Francesco Gori) – Un nuovo emirato sorge sulle sponde del Mediterraneo. Dopo quello proclamato dall’ISIS (oggi Stato Islamico) nato in Siria e Iraq nei mesi scorsi, è la volta della Libia. Il gruppo islamista libico Ansar al-Shari’a ha infatti annunciato di aver preso il totale controllo della città di Bengasi dichiarandola “emirato islamico”.

“Bengasi è ora un emirato islamico”, ha dichiarato Mohammed al-Zahawi, portavoce del gruppo, a una radio locale. L’ex generale Khalifa Haftar ha negato le dichiarazioni del gruppo islamista, affermando che “l’esercito libico ha il controllo di Bengasi e si è ritirato solo da alcune posizioni per motivi tattici”. Haftar ha aggiunto che la proclamazione dell’emirato “è una menzogna”.

Il gruppo Ansar al-Shari’a è nato nel corso della guerra civile in Libia ed è salito alla ribalta dopo l’uccisione di Muammar Gheddafi. E’ composto prevalentemente da ex ribelli delle Brigate Abu Obayda Bin Aljarah, Malik, 17 febbraio e dei Martiri. La milizia salafita è apparsa per la prima volta in un video durante la battaglia di Sirte. Il 7 giugno del 2012 si è presentata con ben 200 pick-up, sui quali erano montati pezzi di artiglieria, nella piazza Tahrir a Bengasi dove hanno chiesto l’imposizione della Sharia in tutta la città e le zone della Libia da loro controllate.

Dopo un periodo di crisi, nel marzo del 2013, il gruppo jihadista è tornato a Bengasi dove ha iniziato a pattugliare ospedali, le zone di controllo e a fornire servizi umanitari ai residenti. Alla fine dello stesso anno, il gruppo aveva aperto una filiale a Derna, con lo slogan “Un passo verso la costruzione dello stato islamico”. Il gruppo è presente anche nelle città libiche di Ajdabiya e Sirte .

I combattenti jihadisti, che hanno incassato il sostegno dei Fratelli musulmani, nei giorni scorsi hanno conquistato la principale base delle forze fedeli ad Haftar a Bengasi, mentre le ambasciate straniere continuano a chiudere i battenti, una dopo l’altra. In migliaia fuggono dal paese. Solo le sedi diplomatiche italiana e britannica restano aperte.

I miliziani islamici hanno preso il controllo del quartier generale delle Forze speciali dopo 48 ore di violenti combattimenti: almeno 75 i morti, in gran parte militari, dopo una battaglia a colpi di armi pesanti e razzi Grad. Le forze fedeli all’ex generale Haftar si sono ritirate anche dal comando di polizia della città e da una base delle forze aeree, alle porte della “capitale” della Cirenaica.

L’avanzata jihadista ha costretto il neo Parlamento a spostare a Tobruk la sede per la prima sessione inaugurale, inizialmente prevista il 4 agosto proprio a Bengasi. Ma la situazione di precaria sicurezza ha costretto i deputati ad anticipare l’incontro convocando una seduta straordinaria, che si terrà 200 km a est dalla martoriata Bengasi.