Dopo tre anni di auto esilio, Saad al- Ḥarīrī ritorna in Libano


 

(Francesco Lodato) – L’ex primo ministro libanese Saad al- Ḥarīrī é rientrato in Libano per la prima volta dopo tre anni. Il ritorno di Hariri, il più influente politico sunnita del Paese, è stato letto da più parti come la volontà di riaffermare la sua leadership sulla comunità sunnita libanese dopo le incursioni dell’ISIS nella provincia di Arsal che hanno provocato morti e feriti tra i militari dell’esercito libanese. Subito dopo il suo arrivo a Beirut, il leader sunnita ha avuto un lungo colloquio con il primo ministro Tammam Salam.

Al- Ḥarīrī, secondo alcune fonti, ha invitato la Lega araba a coordinare un’azione congiunta con la comunità internazionale per fermare i crimini contro i cristiani nella regione e aumentare gli sforzi per combattere il terrorismo. Poco prima di mettere piede in Libano, al- Ḥarīrī aveva annunciato dall’Arabia Saudita aiuti per sostenere le forze governative e fortificare le sue capacità per la protezione della sicurezza del Libano contro i miliziani dello Stato Islamico. La somma stanziata della monarchia del golfo è pari a un miliardo di dollari.

Secondo figlio di Rafīq al-Ḥarīrī, primo ministro assassinato nel 2005, Saʿd Ḥarīrī si è presentato alle elezioni del giugno del 2009 con la coalizione del 14 marzo contro il raggruppamento 8 marzo. I sondaggi davano per probabile la vittoria di Hezbollah  e dei suoi alleati. A sorpresa, invece, vinse proprio al-Ḥarīrī che ricevette dal presidente Michel Suleiman il compito di formare il nuovo governo.

Dopo mesi di trattative e di tentativi andati male, il 9 novembre 2009 il presidente Suleiman annunciò alla nazione la formazione di un governo di unità nazionale con la formula del 15 + 10 + 5. Ossia 15 ministeri alla maggioranza, 10 all’opposizione e 5 nominati dal presidente.

Insieme alla maggioranza, nel governo entrarono anche Hezbollah e il Movimento Patriottico Libero di Michel Aoun. Dopo alcuni giorni di discussione, il nuovo governo ottenne un’ampia fiducia dal parlamento libanese (122 voti su 128). A Hezbollah fu concesso il diritto di mantenere i suoi armamenti.

Il primo di governo di al-Ḥarīrī ebbe però vita breve. Il 12 gennaio del 2011 i ministri di Hezbollah si dimisero provocando la caduta del governo. L’ex premier ha passato gli ultimi tre anni in esilio, da egli stesso imposto, muovendosi tra la Francia e l’Arabia Saudita, e ha continuato a essere il capo del Movimento Futuro creato e guidato dal padre.