Esclusiva. Parla Amin Hoteit, il Generale dei Generali


 

“Russia e Cina vogliono rivedere l’ordine mondiale stabilito negli ultimi 70 anni.  L’incubo della Casa Bianca è assicurarsi che Pechino e Mosca non usino la forza per proteggere i propri interessi”

(Talal Khrais – Beirut) – Lo chiamano il “Generale dei Generali”. Tutti i leader mediorientali interessati ai cambiamenti geopolitici lo cercano per sentire la sua opinione. È il Generale Amin Hoteit, per tutti solo ed esclusivamente “il Generale dei Generali”. Il leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nassrallah, lo ha descritto come un uomo “infallibile”. In questo momento è considerato l’esperto più importante ed autorevole in Medio Oriente.

Quando Israele, nel 2006, lanciò la sua guerra contro Hezbollah, mentre tutti scommettevano su una rapida sconfitta del partita sciita, Amin Hoteit era il solo a dire: “Israele ha fatto dei calcoli sbagliati e uscirà sconfitto”. Parole profetiche. Recentemente, quando ebbero inizio le cosiddette primavere arabe, il Generale dei Generali non ebbe dubbi: “E’ l’inizio di un disordine mondiale voluto essenzialmente dagli Stati Uniti che trascinerà nel caos anche i poveri paesi europei”. Detto, fatto. Nel 2011, quando tutta la stampa affermava con “orgoglio” che il regime del Presidente Assad sarebbe caduto da un giorno e l’altro, disse: “Questo é il segnale di una lunga guerra, da quel momento in poi inizierà una nuova guerra fredda”. Cosi stato.

Il Generale Hoteit in un’intervista esclusiva a Sponda Sud, parla anche della recente nomina a ministro degli Affari Esteri in Italia, Paolo Gentiloni. Sollecitato più volte si è lasciato scappare, sorridendo, un commento ironico: “Gentiloni? Moro e Berlinguer non hanno più eredi, quelli si che erano veri politici”.

Generale, siamo di fronte a una riedizione della guerra fredda.  Il lancio del missile russo intercontinentale ICMB  é una prova di forza di Mosca?

 E’ una prova di forza di Mosca in piena crisi ucraina. La Russia ha effettuato un test di lancio di un missile intercontinentale (Icbm). Non é di poco conto perché si tratta di vettori adatti a trasportare, a lunghissimo raggio, testate nucleari. Il missile lanciato dal cosmodromo di “Kapustin Yar” è un RS-12M Topol (SS-25 nella denominazione Nato) a testata singola che ha una gittata di circa 10.500 chilometri. Secondo i miei colleghi russi, l’obiettivo del lancio era un test per una nuova testata. Malgrado gli Stati Uniti fossero stati avvisati in anticipo del lancio di prova, si è trattata di una grande sfida agli americani. Mosca, dopo anni di pazienza, ha avvertito il mondo intero e, in particolare, la Casa Bianca. La Federazione Russa non considera più l’Occidente un interlocutore affidabile. La partita è aperta e il nuovo ordine mondiale si gioca su nuovi equilibri. Gli Stati Uniti, anche attraverso la pressione militare della Nato, stanno cercando di affondare l’economia russa con le sanzioni e l’intervento in Ucraina. Ora fanno pressioni sull’Arabia Saudita per mettere in ginocchio il Cremlino per quanto riguarda il mercato del petrolio.

Chi è in questo momento l’alleato forte della Russia?

Il Presidente Vladimir Putin guarda alla Cina come un vero alleato. Negli ultimi tempi si sono intensificati gli accordi tra i due paesi. Di recente hanno consolidato l’intesa anche sul piano bellico. Mosca e Pechino hanno fornito una prova della loro cooperazione sul piano militare, conducendo una perfetta esercitazione delle loro forze militari congiunte nel Mar Cinese orientale. Si tratta di una novità importante sul piano geopolitico e strategico.

Russia e Cina hanno intensificato i loro rapporti anche sotto il profilo degli accordi commerciali ed economici.

È vero. Parliamo di affari che hanno un valore economico enorme. Si pensi all’accordo per la fornitura del gas da 400 miliardi di dollari. La Russia in questo modo garantisce  al primo utente energetico al mondo una delle più importanti fonti di combustibile. Il tutto assicurando un nuovo mercato per Mosca, recentemente in crisi nei confronti dei clienti europei per via della crisi in Ucraina. La Russia, dal 2018 e per trent’anni, venderà alla Cina 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il patto sul gas ha consentito alla Cina e alla Russia di sbloccare anche un pacchetto di 49 accordi bilaterali, dall’aereonautica all’hi-tech.

Insomma, l’Europa impone le sanzioni e Mosca invece acquista nuovi mercati.

Si. Un altro alleato di Mosca è la Repubblica Islamica dell’Iran, si tratta di un partner commerciale molto importante per l’economia russa. Ma la vera forza, come dicevo, è l’alleanza strategica con Cina. I due giganti assieme possono davvero condizionare gli equilibri economici su scala mondiale. I rapporti commerciali tra i due paesi non potrebbero essere migliori. Il volume d’affari tra Russia e Cina è cresciuto di almeno il 40% all’anno tra il 2009 e il 2011 e le autorità russe dicono che l’obiettivo di arrivare a 100 miliardi di dollari (oltre 80 miliardi di euro) entro il 2015 è prossimo a essere raggiunto. Se nel gas è Mosca a tenere il banco, questo non avviene in altre sfere commerciali. In diverse aree della Russia vicine al confine, lontano da Mosca, i beni di consumo prodotti in Cina riempiono i magazzini dei negozi di alimentari. Il risultato è che i cittadini russi oggi viaggiano per comprare vestiti e cibo in arrivo da Pechino.

Quali sono le conseguenze di questa nuova alleanza?

Cina e Russia vorrebbero cambiare alcuni aspetti dell’ordine mondiale del dopoguerra. Fino alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, il mondo era bilanciato da un altro sistema socio-politico, all’interno di uno stato da “guerra fredda” con gli Stati Uniti. Con il crollo dell’Unione Sovietica, l’America si è sbarazzata del suo unico rivale. E gli Stati Uniti, con il pretesto della sicurezza collettiva e della lotta al terrorismo, con la forza, hanno cominciato a invadere il territorio di diversi Stati, impiantandovi regimi filo-americani. In realtà l’America non vuole perdere la propria sfera di influenza su cui poggia un nuovo ordine mondiale. Ma non ha fatto i conti con la Russia di Putin. Ancora più forte dopo l’alleanza con la Cina.