Arafat divide ancora Fatah e Hamas. La nuova tomba forse a Gerusalemme


 

Il movimento palestinese Fatah ha annunciato che, per motivi di sicurezza, la commemorazione per il decimo anniversario della morte di Yasser Arafat organizzata per domani a Gaza è stata cancellata. L’evento avrebbe costituito la prima volta in cui sarebbe stata concessa una commemorazione all’ex capo dell’OLP nella Striscia di Gaza sin dalla presa di controllo di Hamas nel 2007.

TOMBA DI ARAFAT A GERUSALEMME – Il leader palestinese Abu Mazen vorrebbe spostare la tomba di Arafat dal palazzo presidenziale della Muqata di Ramallah a Gerusalemme. Il desiderio è stato annunciato dallo stesso presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) inaugurando nella capitale amministrativa della Cisgiordania il Museo dedicato al Rais. “Spostare la tomba di Yasser Arafat a Gerusalemme, la capitale della Palestina, al più presto possibile”, ha detto citato dai media.

A dieci anni dalla morte, la figura del leader storico dei palestinesi rimane controversa, anche nei Territori. Per i sostenitori di Hamas, il suo ricordo non unisce ma al contrario è fonte di fastidio perché Arafat privilegiava la questione nazionale rispetto all’impegno verso l’Islam, Hamas preferisce invece invertire i termini. Ma lo Stato indipendente per il quale ha dedicato la vita è ancora un progetto da realizzare e negli ultimi dieci anni ha subito una drammatica rottura, politica e geografica, fra Ramallah in Cisgiordania, controllata da al-Fatah, e Gaza, sotto il governo di Hamas.

IL GIALLO DELLA MORTE – Negli ultimi anni della sua vita, ​Arafat fu confinato dagli israeliani a Ramallah. Non lasciò più la città fino a quando, il 29 ottobre 2004, non venne trasportato in gravi condizioni di salute a Parigi per essere ricoverato al reparto di ematologia dell’Hopital d’instruction des armées Percy, alla periferia della città. Lì morì pochi giorni dopo, l’11 novembre. Alcune voci diffuse da un suo rivale politico sostengono che fosse malato di Aids. La sua morte è stata per anni al centro di discussioni e ipotesi di complotti: nel 2013, al Jazeera, network del Qatar da sempre vicino alla causa palestinese, pubblicò il rapporto di un gruppo di scienziati svizzeri in cui si diceva che Arafat sarebbe morto “probabilmente” per avvelenamento da polonio. Il rapporto parlava addirittura di un “83 per cento di possibilità” che Arafat fosse stato avvelenato. Il polonio è l’isotopo radioattivo rilevato anche nel corpo di Alexandr Litvinenko, l’ex colonnello dei servizi segreti russi che aveva denunciato le trame cecene ed era morto avvelenato a Londra nel 2006.

TENSIONI TRA FATAH E HAMAS A GAZA – Intanto l’altro ieri una quindicina di esplosioni hanno colpito nella Striscia proprietà di esponenti di Fatah – l’ala politica del presidente Abu Mazen – che ha accusato Hamas.Per le tensioni legate all’episodio il premier del governo di unità nazionale palestinese Rami Hamdallah ha annullato la visita e la riunione dell’esecutivo che avrebbe dovuto tenere a Gaza, la seconda – se si fosse svolta – dalla sua nomina.

”Dopo le esplosioni e gli attacchi – ha detto il portavoce di Fatah Fayez Abu Eita, citato dalla Maan – Hamas ha riferito che non puo’ garantire la sicurezza dei festeggiamenti”. Hamas e Fatah hanno siglato ad aprile scorso un accordo di riconciliazione nazionale – dopo il conflitto intestino del 2007 – che ha successivamente portato ad un esecutivo indipendente, nominato da Abu Mazen e presieduto da Hamdallah

 

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