Sud Libano: “Italiani brava gente”. La popolazione benedice la missione UNIFIL


 

(Talal Khrais – Naqura- Sud Libano ) – Uomini di pace, invisibili per la stampa e, persino, per i leader politici. Sono i soldati italiani impegnati nella missione di pace nel Sud del Libano. Amati e rispettati dalla popolazione locale, ben voluti dai leader politici e religiosi, senza distinzione alcuna, tanto da essere chiamati, quasi fosse il titolo di un film,“Italiani la brava gente”. Il contributo all’operazione UNIFIL 2 fu deciso dal Governo Italiano presieduto Romano Prodi e dal Ministro degli Esteri d’allora, Massimo d’Alema. L’operazione fu definita dalla stampa libanese “il diamante” della Cooperazione Italiana.

L’operazione aveva, e ha tutt’ora, un obiettivo: difendere e consolidare la pace dopo i lunghi anni di guerra e l’ultima dell’estate del 2006. L’operazione prende il nome di Leonte, fiume libanese, che segna il territorio dove il contingente italiano è destinato ad operare secondo la risoluzione n.1701 delle Nazioni Unite. Il Reggimento Lagunari “Serenissima” è stato chiamato a far parte dell’operazione sin dai primi giorni attraverso laForza di Proiezione dal Mare e, successivamente, con la Brigata “Pozzuolo del Friuli”.

Oussama Rammal ex sindaco di Odeisseh, un comune gemellato con il comune sardo di Mandas (Cagliari) cvon orgoglio afferma:”Noi difenderemo questi militari con la nostra vita, con loro siamo una sola cosa. Sono benvoluti da tutti. La popolazione li invita nelle proprie case a parlare, a mangiare qualche piatto libanese. A volte ci si ritrova insieme per guardare le partite. Sono uomini e donne in divisa che portano aiuto alle persone. Loro hanno portato la pace nel sud del Libano e hanno restituito il sorriso ai nostri figli, li difenderemo con la nostra vita”.

Su decisione delle Nazioni Unite, dal 28 gennaio 2012, l’Italia ha assunto il comando della missione UNIFIL. La nomina dal 24 luglio 2014, del Generale di Divisione Luciano Portolano –  succeduto al Generale di Divisione Paolo Serra – rappresenta un prestigioso attestato di stima e fiducia per il ruolo attivo svolto dall’Italia nel promuovere la stabilità e la sicurezza dell’Area Mediterranea e Mediorientale. Attualmente la Joint Task Force – Lebanon consta di 1000 uomini e donne, principalmente su base Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, di stanza a Bari.

All’Italia è altresì affidato il comando del Sector West di UNIFIL che, dal 13 ottobre 2014, è affidato al Generale di Brigata Stefano Del Col, già Comandante della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”. In tale ambito opera la Task Force italiana in Libano che gestisce  le unità di manovra e di supporto fornite da altre nazioni quali: Irlanda, Ghana, Korea, Finlandia, Brunei, Malesia, Slovenia, Tanzania.

Alla missione UNIFIL partecipano oltre 10.000 soldati provenienti dai seguenti Paesi: Armenia, Austria, Bangladesh, Bielorussia, Belgio, Brasile, Brunei, Cambogia, Cina, Croazia, Cipro, El Salvador, Francia, Finlandia, Repubblica di Macedonia, Germania, Ghana, Grecia, Guatemala, Ungheria, India, Indonesia, Italia, Irlanda, Kenia, Malesia, Nepal, Nigeria, Qatar, Korea, Serbia, Sierra Leone, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Tanzania.

Dal 2006 ad oggi i militari operano a fianco della popolazione con la loro proprio forza e volontà straordinaria di fare ritornare il sorriso ai bambini libanesi . I militari italiani non hanno avuto la fortuna della cascate di diamante, del denaro pubblico offerto alle Organizzazione Non Governative, ma i risultato ottenuto vale molto per un popolo martoriato che prima del 2006 ha conosciuto l’orrore e i lutti. E non è un caso che diversi comuni del sud del Libano abbiano concesso la cittadinanza onoraria all’Ambasciatore d’Italia, Giuseppe Morabito, e ai comandanti italiani di vari contingenti.

Oltre all’attività in poligono, i programmi addestrativi predisposti dai militari italiani a beneficio di quelli libanesi comprendono corsi sul riconoscimento degli ordigni e delle mine (UXO and Mine Awareness), sulle tecniche di controllo della folla (Anti Riot and Crowd Control Techniques) e sul Primo Soccorso (Basic Life Support). 

Il supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all’assistenza alla popolazione locale; attività per le quali i militari della Brigata Ariete, di cui i “Lancieri di Novara” fanno parte, si sono a lungo preparati in patria e svolgono qui con professionalità, trasparenza e imparzialità. Un addestramento ritenuto fondamentale in un momento in cui l’Esercito libanese combatte i terroristi sul confine con la Siria.

(1. continua)