Energie rinnovabili in agricoltura: cooperazione tra Italia, Egitto e Libano


 

Non solamente energia verde, basso impatto ambientale e riduzione dei costi: le fonti rinnovabili garantiscono anche la creazione di posti di lavoro e il bacino del Mediterraneo, in una fase di stagnazione e di grande crisi economica, vuole fare la sua parte.  E’ questo uno dei principali obiettivi del progetto GR.ENE.CO- Green Energy for Green Companies del valore di euro 1. 997.175,00 , finanziato dal programma europeo di cooperazione transfrontaliera ENPI CBC MED.

GR.ENE.CO è uno strumento per implementare l’utilizzo delle energie rinnovabili in campo agricolo e punta ad accrescere la consapevolezza degli agricoltori locali, al fine di assumere un sistema di coltura e uno stile di vita sostenibile.

Allo stesso tempo, il progetto contribuisce in modo chiaro a promuovere e a rafforzare la dimensione transfrontaliera delle energie rinnovabili, facilitando il confronto e la coesione tra le due sponde del Mediterraneo, per lavorare meglio insieme e affrontare le sfide critiche sull’energia, clima e salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di un importante ponte tra le sponde nord e sud del Mediterraneo che permette di trasferire le migliori tecnologie e sostenere gli agricoltori locali nell’adozione di fonti energetiche rinnovabili.

Sono tre i paesi coinvolti nel programma di cooperazione: Italia, Libano ed Egitto. La Sardegna – con la fondazione Gal Sarcidano Barbagia di Seulo, nella provincia di Cagliari – è il soggetto capofila di una serie di prestigiosi partner come l’Università di Alessandria d’Egitto, l’Università Araba di Beirut, il Ministero dell’Agricoltura libanese, la Camera di Commercio Italo-Araba e ITABIA – Associazione italiana delle biomasse. Nel progetto transfrontaliero saranno impegnate anche la Camera di Commercio di Nuoro, l’IPSAR – Istituto professionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale e l’Ente foreste della Sardegna.

Le aree di riferimento sono tutte ad alta vocazione agricola: la Barbagia di Seulo e la provincia di Nuoro (Sardegna – Italia),  i governatorati di Al Iskandariyah e al Buhayrah (Egitto), il Libano del sud, la zona di El-Shouf e il Monte Libano.

Dopo anni di crescita, anche a causa del taglio degli incentivi statali, l’Italia, a differenza di quanto sta accadendo nel resto del mondo, ha segnato una diminuzione del numero degli occupati nel settore delle fonti rinnovabili. GR.ENE.CO, sotto questo profilo, anche attraverso la presenza di partner istituzionali nella sponda sud del Mediterraneo, vuole essere uno stimolo per incoraggiare le politiche di sostegno nel settore, sviluppando le capacità imprenditoriali nel campo dell’innovazione tecnologica e del risparmio energetico. Puntando sulle rinnovabili si può dunque creare occupazione, indotto per l’economia e tagliare l’inquinamento nel proprio territorio.

Un dato confortante è rappresentato dagli ultimi rapporti che indicano come il Sud e le Isole siano destinate a essere, grazie alle fonti rinnovabili, sempre più produttori ed esportatori di energia, anche nel settore agricolo. Una strada da percorrere è, ad esempio, quella di avviare sistemi di valorizzazione delle risorse forestali e agricole. Un maggiore uso delle biomasse come fonte energetica può dunque dare un’opportunità per contrastare l’abbandono delle zone rurali e montane in Italia (Sardegna), Libano ed Egitto. Tutte le attività agricole e forestali possono dare in questo senso un loro contributo, contribuendo, al contempo, alla tutela del territorio e al sostegno delle economie locali.  Sostenibilità e tutela ambientale sono concetti ormai entrati a far parte del linguaggio quotidiano in ogni settore e oggi anche nell’agricoltura.

Il progetto Gr.ene.co si rivolge alle amministrazioni pubbliche, alle aziende agricole, alle piccole e medie imprese che operano nel settore delle energie verdi nei tre paesi coinvolti. L’intento è diffondere le fonti energetiche rinnovabili e assicurare livelli ottimali di efficienza energetica tra le imprese, rafforzando in particolare la loro capacità d’innovazione.

Per sostenere le piccole imprese nell’adozione di una strategia energetica “verde”, è prevista la definizione di una nuova figura professionale di supporto, il Green Energy Promoter, attraverso la realizzazione di corsi di formazione. Si tratta di una figura professionale molto importante, dotata di competenze specialistiche per la promozione delle energie verdi in agricoltura.

La prima fase del progetto prevede un’attività di ricerca e analisi nelle zone d’intervento in Italia, Libano ed Egitto allo scopo di elaborare un piano di sviluppo per la diffusione di energie rinnovabili. Personale qualificato si occuperà di analizzare il contesto agricolo nelle aree target di Gr.ene.co , costituendo un apposito database di aziende agricole, propedeutico alla definizione di protocolli e piani energetici locali.

Terminata la fase di studio, si passa alle “visite studio” presso alcune delle più efficienti aziende verdi operative nel territorio di progetto, individuate attraverso il “Concorso Best Green Farm”. In questo modo, alcuni imprenditori (selezionati accedendo al database precedentemente individuato) possono prendere visione diretta delle strategie operative, vantaggi e caratteristiche degli impianti di produzione verde.

Un ruolo importante è anche quello degli operatori finanziari che sono coinvolti per la definizione di strumenti finanziari sottoforma di crediti agevolati per sostenere le imprese che intendono adottare impianti verdi.

La terza fase, il cuore del progetto Gr.ene.co, è la realizzazione di interventi sperimentali privati e pubblici mediante la costruzione di impianti infrastrutturali di energia verde nelle imprese agricole in modo da consentire anche il coinvolgimento degli investitori e delle aziende esperte nel settore. La gestione è in capo al Gal Sarcidano, l’Università di Alessandria e il Ministero dell’Agricoltura ciascuno per le rispettive aree di riferimento. La struttura e l’operatività di ciascuna sarà diversificata in ogni area target.

Come risultato a lungo termine, si prevede un aumento considerevole delle imprese agricole che intendono adottare sistemi di produzione energetica rinnovabile e pulita in Italia (Sardegna), Egitto e Libano.