La Francia discute la mozione sul riconoscimento dello Stato di Palestina. L’Italia dorme


 

(Francesco Gori) – Se in Italia Governo e Parlamento tentennano, non altrettanto fa l’assemblea nazionale francese che oggi discuterà oggi una mozione che invita il governo di Parigi a riconoscere lo Stato di Palestina. La mozione, dal valore altamente simbolico, dovrebbe essere approvata a larga maggioranza. Il voto finale è previsto per il prossimo 2 dicembre. Un passo che segue iniziative analoghe portate avanti in Gran Bretagna e Spagna, mentre la Svezia ha fatto un ulteriore passo e lo scorso 30 ottobre ha formalmente riconosciuto come stato la Palestina.

Il testo “invita il governo francese a utilizzare il riconoscimento dello stato della Palestina come strumento per ottenere una definitiva soluzione del conflitto”. Non è vincolante per il governo, anche se in una recente intervista il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha annunciato che “ovviamente, a un certo punto, la Francia riconoscerà lo stato palestinese”.

Elisabeth Guigou, parlamentare socialista che ha redatto il testo, ha dichiarato che l’obiettivo della mozione è riaffermare che “la soluzione dei due stati è la migliore garanzia per la pace”.

In Italia, sullo stesso argomento, giacciono tre mozioni, due alla Camera e una al Senato, non ancora calendarizzate. Il governo italiano subordina la decisione del riconoscimento alla ripresa del negoziato tra le parti, che possa condurre a una soluzione del conflitto tra Israele e Palestina. Lo ha confermato anche il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, ammettendo che l’attuazione della soluzione dei due Stati chiamano in causa, tra l’altro, le relazioni con Israele.

Gentiloni è apparso molto più cauto rispetto al capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, per la quale la nascita di uno Stato palestinese può fornire un contributo decisivo per la pace in Medio Oriente. Secondo lady Pesc, infatti, l’unità della Palestina, ovvero di Cisgiordania e Striscia di Gaza, non può e non deve più essere messa in discussione.

Per Gentiloni, invece, i tempi di un riconoscimento dello Stato palestinese non sono ancora maturi: “Il riconoscimento della Palestina è sul tavolo ma non può essere una petizione di principio usata in un momento che non è il più appropriato. E’ giusto discuterne, ma dovremmo poi utilizzarla nel momento in cui ci serve di più a sbloccare il negoziato”.

 

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