Assad: la Siria sostiene la causa palestinese. Riavvicinamento, attraverso l’Iran, con Hamas


 

La Siria sostiene la causa della Palestina e difenderà il suo popolo indipendentemente dalle altre sfide. Lo ha assicurato il Presidente della Repubblica Bashar Al-Assad in un incontro con il Segretariato generale dell’Unione delle comunità palestinesi della diaspora.

Assad ha sottolineato il ruolo pionieristico delle comunità palestinesi in Europa e la loro capacità nel far comprendere i problemi del mondo arabo e i pericoli delle politiche occidentali nella regione e su scala globale.  Damasco, ha evidenziato il presidente siriano, assicura il proprio appoggio ai sindacati e a organizzazioni come l’Unione delle comunità palestinesi della diaspora che esprimono la coscienza del popolo palestinese e arabo e la difesa dei loro legittimi diritti.

Le comunità palestinesi della diaspora hanno confermato che i palestinesi saranno fedeli alla Siria per i sacrifici fatti a sostegno della causa palestinese e hanno evidenziato come la guerra in atto contro il popolo siriano sia causata dalle posizioni panarabe assunte da Damasco in politica estera. Posizioni che hanno determinato un attacco militare orchestrato dall’esterno con l’appoggio delle potenze occidentali e di Stati che finanziano il terrorismo. Per questa ragione il popolo palestinese, secondo le comunità della diaspora, appoggiano la resistenza della Siria per far vincere la propria causa e i diritti degli arabi.

Intanto, a seguito di un forte riavvicinamento tra Hamas e l’Iran, anche i rapporti tra Damasco e il movimento di resistenza palestinese guidato da Khaled Mashaal sarebbero in via di miglioramento. Rapporti che si erano fortemente deteriorati a seguito del sostegno di Hamas ai ribelli siriani in funzione anti Assad. Per mesi Teheran, storico alleato della Siria, aveva eliminato il movimento palestinese dalla propria “lista della spesa”.

Lo scorso agosto, Iran e Hamas hanno firmato un accordo da 200 milioni di dollari che stabilisce, tra le altre cose, l’invio di armi e di attrezzature militari per difendere il popolo palestinese “dalle aggressioni dell’entità sionista”. L’accordo prevede anche che Hamas torni a collaborare militarmente con Hezbollah nelle future operazioni contro Israele e la neutralità nel conflitto siriano sostenuto da Israele e dalle potenze occidentali nemiche del mondo arabo.