Capo dell’opposizione accusa Erdoğan: complotto dei servizi segreti contro di noi


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Il capo dell’opposizione turca Kemal Kilicdaroglu, capo del Chp, ha denunciato un ‘complotto’ di una parte dei servizi segreti del Mit guidati fino al mese scorso da Hakan Fidan, un fedelissimo del presidente islamico Recep Tayyip Erdoğan, per «chiudere» il suo partito prima delle cruciali politiche del 7 giugno. Nei giorni scorsi anche la più celebre ‘gola profonda’ del Paese ‘Fuat Avni’ aveva affermato che un gruppo all’interno del Mit avrebbe cercato di incastrare con false accuse il Chp, fondato dal ‘padre della patria’ Mustafa Kemal Ataturk.

Nei giorni scorsi due quotidiani governativi hanno scritto di un complotto per assassinare la figlia del presidente Sumeyye, dietro al quale ci sarebbero l’imam Fetullah Gulen, l’ex-alleato oggi arci-nemico di Erdoğan, ed elementi del Chp. «Non ho mai sentito una cosa tanto folle in tutta la mia vita» ha reagito Kilicdaroglu, parlando di «una cospirazione». Fuat Avni, che secondo la stampa potrebbe essere un anonimo collaboratore di Erdoğan, ha più volte anticipato le mosse del potere islamico. «È vero. Sappiamo che ci sono preparativi in corso in questo senso» ha affermato Kilicdaroglu, citato da Hurriyet online.

Secondo il leader dell’opposizione il premier Ahmet Davutoglu non è al corrente della cospirazione ed è stato «aggirato». Hakan Fidan, capo uscente del Mit, considerato «l’uomo dei segreti» di Erdogan, si è dimesso in febbraio per presentarsi con il partito islamico Akp del presidente alle politiche. Benché in teoria tenuto all’imparzialità dalla Costituzione turca, il capo dello Stato ha lanciato appelli agli elettori perché diano una ampia maggioranza assoluta all’Akp, che gli consenta di cambiare la Costituzione e istituire un regime presidenziale forte.

 

 

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