Siria. Così gli jihadisti crocefiggono i cristiani


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Non cessano gli orrori in Siria. Nei giorni scorsi, il gruppo terrorista dell’Iraq e del Levante ha ucciso sette persone a Raqqa, nel nord del paese. L’Osservatorio siriano dei diritti umani (Ondus) ha diffuso una fotografia in cui si vedono i due uomini crocifissi. Uno di loro ha gli occhi bendati e la testa insanguinata. Nello scatto ci sono persone che passano indifferenti davanti a loro.

Papa Francesco, davanti alla vista di quell’immagine che ricorda il sacrificio di Cristo, ha detto: “Ho pianto quando ho visto sui media i cristiani crocifissi in un certo Paese non cristiano”. Difficile dire in realtà se si tratti di cristiani oppure no.

Quel che è certo che le milizie jihadiste che imperversano nel paese hanno preso di mira da tempo i cristiani. Sono numerose le testimonianze che raccontano le atrocità commesse nei loro confronti. Come quella di suor Raghida, ripresa dalla Radio Vaticana e dall’Avvenire: “A Maalula – ha detto – hanno crocefisso due ragazzi perché non hanno voluto recitare la shahada (formula con cui i musulmani dichiarano la loro fede, ndr). Allora i jihadisti hanno detto: “Voi volete morire come il vostro maestro nel quale credete? A voi la scelta: o recitate l’abiura, oppure sarete crocifissi”. Uno è stato crocefisso – ha continuato la religiosa siriana – davanti al suo papà, che poi è stato ucciso a sua volta. Èsuccesso, per esempio ad Abra, nella zona industriale, alla periferia di Damasco: appena entrati in città hanno cominciato a uccidere gli uomini, le donne e i bambini. E dopo il massacro, prendevano le teste e ci giocavano a calcio. Per quanto riguarda le donne incinte, prendevano i loro feti e li impiccavano agli alberi con i cordoni ombelicali”.

Secondo l’organizzazione che ha sede a Londra, non è la prima volta che lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante ha condannato a morte con la crocifissione. Il 16 aprile l’Isis aveva ammazzato in questo modo un uomo accusato “di aver rubato a un musulmano”. Poco dopo un altro uomo confessò di essere l’autore del furto ed è ancora in attesa di giudizio. Sempre secondo l’Osservatorio, nella provincia di Raqa altri tre ribelli di una formazione ostile all’Isis sono stati ammazzati a Tal Ayad e altri due a Saluk. Ancora, un uomo è stato flagellato per aver bevuto una bevanda alcolica.

Intanto almeno 60 mila civili sono fuggiti dalle città della provincia di Deir Ezzor, nell’est della Siria, dove infuriano i combattimenti fra opposte fazioni di ribelli jihadisti. I combattimenti fra Al-Nusra e l’Isis, che infuriano da gennaio in varie parti della Siria, nella provincia di Deir Ezzor sono iniziati mercoledì e si sono intensificati nelle ultime ore.

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