Qual è il significato della vittoria dell’esercito nel Sud della Siria?


Di Yusuf Fernandez – Al Manar 

Pochi giorni fa, i gruppi terroristici in Siria, guidati da Al Qaeda, avevano annunciato che stavano lanciando l’operazione “Tempesta del Sud” al fine di iniziare il processo di attacco a Damasco. Il loro ottimismo è natto da diversi fattori tra cui l’aiuto del regime giordano, che ha permesso il passaggio di migliaia di terroristi e di armi attraverso il suo confine con la Siria meridionale.

Le principali fasi dell’attacco sono state le province di Suweida e Deraa. Così, i terroristi prevedevano di prendere in particolare la città di Deraa e la base aerea Thalet nella provincia di Suweida, cercando di avanzare rapidamente.

Il risultato, tuttavia, è stato un disastro senza precedenti per i gruppi armati. In primo luogo, non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi, dopo ripetuti attacchi sia a Thalet e Deraa. Ripetuti attacchi sono stati respinti dopo pesanti combattimenti da parte dell’esercito siriano sostenuto dalle Forze di difesa Nazionale.

Questo fatto rileva che la forza aerea siriana con i suoi bombardamenti ha svolto un ruolo di primo piano, colpendo con precisione le posizioni e le concentrazioni dei terroristi. In una spettacolare operazione, i missili dell’aviazione hanno distrutto una sala operativa, responsabile della direzione dell’operazione “Tempesta del Sud” in un momento in cui erano presenti diversi leader del Fronte al Nusra e altri gruppi. Il risultato è stato la morte di cinque principali leader di Al nosra, e diverse decine di comandanti. Questa operazione è stata certamente una dei migliori successi dei servi segreti siriani durante la guerra e ha seminato confusione tra i gruppi armati, alcuni dei quali hanno deciso di ritirarsi dall’operazione.

In secondo luogo, il numero delle vittime subite dai terroristi nel corso di questi attacchi contro la base aerea di Thalet e a Deraa è stato di circa un migliaio. La potenza di fuoco dell’artiglieria, dell’aviazione e le armi a breve e medio raggio hanno decimato le fila dei terroristi, che hanno lasciato molti morti sul terreno. Come al solito, Israele e il regime giordano sono giunti rapidamente in soccorso dei feriti, portandoli nei loro ospedali e così ancora una volta, hanno dimostrato la stretta connessione tra i gruppi armati di opposizione e il peggior nemico della Siria, cioè, il regime sionista.

Un fattore decisivo nella battaglia è stato la mobilitazione della popolazione. I drusi di Suweida, sotto shock per l’omicidio di 30 civili in una comunità di villaggio della Siria da parte del Fronte al Nusra, la cui appartenenza ad Al Qaeda continua ad essere motivo di imbarazzo per i regimi arabi e paesi occidentali che sostengono i gruppi terroristici in Siria, sono stati mobilitati a sostegno dell’esercito siriano. Lo stesso è accaduto in altre parti della Siria, come Hasaka o Deraa. In questo senso, il movimento popolare in Siria, ma non ha avuto la stessa risolutezza che ha in Iraq, riparando le numerose carenze del dell’esercito iracheno, ma hanno avuto una crescente importanza nel risultato della battaglia della Siria meridionale. In questo senso, si prevede che il peso della mobilitazione popolare nel paese aumenterà.

Un altro fattore importante che ha avuto un riflesso nella battaglia del sud è stato il cambiamento nel panorama politico della regione e, in particolare, la sconfitta elettorale del presidente Recep Tayyip Erdogan in Turchia. In questo paese, l’opposizione ha condannato all’unanimità la politica di Erdogan di sostenere i gruppi terroristici in Siria, una posizione condivisa per gran parte dei militari turchi, i quali, hanno appena sfidato il presidente, rifiutando di partecipare ai suoi piani per l’invasione del nord-est Siria. In questo senso, l’indebolimento del regime di Erdogan porta a un cambiamento nella politica della Turchia verso la Siria e il  sogno “neo-ottomana” suo e del suo primo ministro, Ahmet Davutoglu. Lo stesso vale per il regime fantoccio di Abdullah II di Giordania, creato in esclusiva per la protezione di Israele. I sogni della Giordania di vedere aumentato il loro ruolo, praticamente nullo nella regione, è passato attraverso le sconfitte dei gruppi armati a Deraa e Suweida.

L’esercito siriano ha testato in queste battaglie nuove tattiche che si sono rivelate molto efficaci, che colpendo le retrovie delle linee nemiche, con bombardamenti di precisione contro le concentrazioni di terroristi, come la già citata operazione di Deraa. Non c’è dubbio che le armi avanzate che la Russia e l’Iran stanno dando all’esercito siriano mostreranno presto gli effetti sul campo di battaglia e consentiranno in modo più accurato di colpire le postazioni e le sale di controllo dei gruppi terroristici.

La Battaglia del sud ha preso anche luogo in un contesto di nuove vittorie da parte dell’esercito siriano e di Hezbollah nel Qalamún, dove è stata eseguita con successo una campagna per sradicare al Nusra e Isis in quella regione e nelle zone di confine tra Siria e Libano, soprattutto ad Arsal. L’Isis ha inoltre subito pesanti sconfitte nelle province di Raqqa e Hasaka. Le Forze curde hanno ottenuto un’altra vittoria a Ain al Arab (Kabani) hanno tagliato la linea di rifornimento dell’ISis dalla Turchia e sono attualmente nei pressi di Raqqa. Si prevede che l’Isis subirà sconfitte militari nelle prossime settimane e nei mesi a venire, date le sue limitate risorse per affrontare due campagne in contemporanea in Siria e in Iraq.

In questo senso, la vittoria dell’esercito siriano nel Sud sarà fondamentale per lo sviluppo della guerra. Il fallimento dei gruppi armati significa che il progetto mirava a consegnare alla Siria di controllo barbari criminali e i suoi sponsor, soprattutto degli Stati Uniti, la Turchia, il Qatar e l’Arabia Saudita, ora è sepolto tra le macerie delle sala operative di Deraa, accanto ai cadaveri dei capi terroristi.

[Trad.  per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]