Grecia. Tsipras con le spalle al muro: metà Syriza è contro l’accordo


 

Il comitato centrale di Syriza si è spaccato: 109 dei suoi 201 membri si sono schierati contro l’accordo raggiunto con i creditori e hanno chiesto la convocazione del comitato stesso.  La loro posizione è un ulteriore segnale del grave disagio del partito del primo ministro greco Alexis Tsipras, ma va ricordato che pochi esponenti del comitato centrale siedono in parlamento, dove è atteso il voto sulle misure economiche richieste da Bruxelles. Per Alexis Tsipras, comunque, la situazione è tutt’altro che rosea:  la vice-ministra delle Finanze, Nadia Valavani, si è dimessa, aprendo un nuovo solco in un governo già indebolito da defezioni e malumori. In piazza, intanto, vanno in scena le manifestazioni dei dipendenti pubblici in sciopero e nel Paese prosegue la chiusura della banche.

VAROUFAKIS,ACCORDO È NUOVO TRATTATO VERSAILLES  – L’accordo sulla Grecia è un «nuovo trattato di Versailles». Lo ha detto l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufaki intervenendo in Parlamento durante il dibattito sul primo pacchetto di riforme presentato dal governo Tsipras. Secondo alcune indiscrezioni, una parte di Syriza sarebbe pronta a candidare Varoufakis a capo di un nuovo esecutivo se la linea di Tzipras venisse bocciata dal Parlamento chiamato ad approvare le riforme richieste dall’Europa. I frondisti sarebbero da 30 a 40 ma in soccorso del premier dovrebbero arrivare i voti di tutta l’opposizione, con l’eccezione di Alba Dorata e dei comunisti. Pasok, To Potami e Nea Demokratia dovrebbero essere in grado di garantire oltre cento sì al piano. Un numero sufficiente per il via libera.