A  Parigi la prima televisione zingara al mondo


 

(Valentina Bifulco) – Non deve essere facile sentire sempre tutti parlare male del tuo popolo, esprimere pregiudizi, raccontare fatti mai appurati, puntare il dito contro le tue origini. Succede poi che un giorno ascolti alla radio un programma che racconta  lo sgombero di un campo zingaro, e senti i radiocronisti esprimere luoghi comuni e stereotipi, allora alzi la cornetta e chiami la radio per spiegare che il tuo popolo non è fatto solo di mendicanti e ladri, e in quel momento decidi di voler raccontare al mondo chi è il popolo zingaro.

Inizia così l’avventura di Andrijano Dzeladin, un giovane di origini macedoni, che inizia a lavorare per realizzare un sogno: la prima emittente televisiva zingara al mondo, l’unica interamente in lingua romanì.  “L’ho chiamata Sutka, come il quartiere di Skopje in cui sono nato, l’unico al mondo in cui gli zingari sono la maggioranza”, spiega Dzeladin.

Sutka City Tv, attiva dal 2012, ha sede in un bilocale di Parigi, e trasmette con l’obiettivo di superare i pregiudizi e gli stereotipi “Al mondo ci sono più di 15 milioni di zingari, la maggior parte di questi vive in maniera sedentaria. La gente ci crede tutti fannulloni e malviventi, ma non è così. Ci sono zingari attori, medici, ingegneri, pittori, insegnanti, giornalisti. La nostra è una cultura ricca: abbiamo la nostra lingua, la nostra bandiera, il nostro inno ma non abbiamo una nostra nazione”, spiega il fondatore di Sutka City Tv.

Ogni giorno, dalle 19 alle 20.30, Dzeladin conduce il suo programma culturale in romanì, i telespettatori chiamano da casa e discutono con lui vari aspetti della tradizione zingara, il resto del palinsesto è dedicato alla cucina e alla musica, importantissima per questo popolo.
Solo due persone lavorano attivamente nell’emittente parigina, anche perché fanno molta fatica a trovare sponsor: “Quando vedo che canali con ascolti inferiori ai nostri riescono a prendere sponsor importanti, mi dico che Sutka non è trattata come le altre televisioni”. Anche nella moderna Parigi resistono ancora quei preconcetti che ci portano a stupirci che uno zingaro possa, per esempio, laurearsi o avere un lavoro stabile. Ma Andrijano non si abbatte, “Noi zingari abbiamo qualcosa che nessun altro possiede: sappiamo cavarcela anche nelle situazioni più difficili”.

Il popolo zingaro negli anni ha dovuto subire, oltre alle persecuzioni storiche, come per esempio il Porrajmos durante in nazismo, anche il pregiudizio della gente, e avviene ancora troppo spesso che chiunque sia pronto a dare informazioni senza neanche conoscere i fatti storici. Tutti noi sappiamo che i giudizi, o meglio, i preconcetti sugli zingari fanno parte delle nostre vite quotidiane, per cui viene da chiedersi, siamo pronti ad ascoltare la storia degli zingari raccontata da loro?