Colombia al voto. La sinistra di Petro prima al Senato, centrodestra alla Camera


Condividi su

(Federica Cannas) — L’8 marzo la Colombia ha rinnovato il suo Congresso, eleggendo i 103 senatori e i 183 deputati che siederanno a Bogotá per il periodo 2026–2030. Oltre 41 milioni di colombiani erano chiamati alle urne, distribuite in più di 125.000 seggi su tutto il territorio nazionale.

Con oltre il 91% delle mesas scrutinate al Senato, il Pacto Histórico, la coalizione che nel 2022 portò per la prima volta la sinistra alla guida della Colombia, guida con circa 4,2 milioni di voti (22,86%), seguito dal Centro Democrático con quasi 2,9 milioni (15,67%), dal Partido Liberal con oltre 2,1 milioni (11,70%), da Alianza por Colombia con 1,8 milioni (9,84%) e dal Partido Conservador con 1,76 milioni (9,57%). Alla Camera dei Rappresentanti, invece, è il Centro Democrático a imporsi come prima forza, davanti al Partido Liberal e al Partido Conservador.

Iván Cepeda, candidato presidenziale del Pacto Histórico, ha celebrato i risultati dichiarando che la coalizione si conferma «la principale forza politica della Colombia, la più influente», con la bancada più numerosa in entrambe le camere.

Tra le riconferme più significative, quella di María Fernanda Carrascal, rappresentante per Bogotá e capolista del Pacto Histórico alla Camera. Mafe Carrascal è stata la coordinatrice della Riforma del Lavoro, approvata nel 2024. I punti cardine di questa riforma includono la stabilità dell’impiego, l’istituzione di turni diurni e notturni, il pagamento dei giorni festivi, l’aumento del congedo di paternità, l’uguaglianza salariale di genere e la riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 48 a 42 ore. La sua rielezione rappresenta una continuità importante per la difesa dei diritti dei lavoratori nel nuovo Congresso.

La serata ha riservato una sorpresa di peso. L’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, che si trovava in posizione 25 nella lista chiusa del Centro Democrático al Senado, non è riuscito a ottenere il suo seggio. Un risultato che segna simbolicamente la fine di un’era per il partito che ha fondato. Uribe, 72 anni, aveva dominato la scena politica colombiana per oltre due decenni, prima come presidente dal 2002 al 2010 e poi come senatore e punto di riferimento dell’opposizione a Petro. La sua esclusione dal Congresso chiude una stagione politica.

Oltre alle legislative, i colombiani erano chiamati a partecipare a tre consulte interpartitiche, una sorta di primarie per le presidenziali di maggio. Dalla Gran Consulta por Colombia è emersa vincitrice Paloma Valencia, del Centro Democrático, con circa 2,8 milioni di voti e quasi il 60% dei suffragi della coalizione. Roy Barreras ha vinto il Frente por la Vida, superando Daniel Quintero, mentre Claudia López si è imposta nella Consulta de las Soluciones.

Con le legislative che confermano il peso del Pacto Histórico nel paese, si consolida anche la figura di Iván Cepeda Castro come candidato presidenziale della coalizione per le elezioni di maggio. Senatore del Pacto Histórico, Cepeda ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani e delle vittime del conflitto armato. È figlio di Manuel Cepeda Vargas, dirigente di sinistra e parlamentare della Unión Patriótica, assassinato il 9 agosto 1994. Ha partecipato come facilitatore al processo di pace tra il governo e le FARC, e ha svolto lo stesso ruolo nei dialoghi con l’ELN, diventando uno dei principali architetti della politica di paz total del governo Petro. Nell’ottobre 2025 aveva vinto la consulta interna del Pacto Histórico con oltre 1,1 milioni di voti, il 64%, sconfiggendo l’ex ministra della Salute Carolina Corcho.

Gustavo Petro, che non può ripresentarsi per un secondo mandato consecutivo, lascia un paese politicamente polarizzato. La battaglia per la Casa de Nariño si deciderà il prossimo 31 maggio, con Cepeda, Valencia, Barreras e López come protagonisti principali del primo turno. I dati definitivi sui seggi conquistati da ciascun partito saranno disponibili con il completamento dello scrutinio ufficiale.


Condividi su