Le gaffes dei politici italiani indeboliscono la politica estera del Paese


 

(Talal Khrais – Beirut) – La maggiore parte dei giornalisti della stampa estera considerano la politica estera italiana un teatrino. Della stessa opinione sono anche i reporter stranieri che incontro in giro per il mondo. Un tempo si parlava dei nostri leader, della loro capacità di leggere con anticipo, rispetto agli altri, le dinamiche geopolitiche del pianeta, soprattutto quelle del mondo arabo e del Mediterraneo. Oggi, purtroppo, non è più così. I corrispondenti esteri, quando devono parlare dell’Italia, si limitano a trasmettere notizie riguardanti scandali, corruzioni e le gaffes dei politici italiani, sempre meno informati sulle vicende internazionali.

Le gaffe, talvolta, mettono a rischio la stabilità del Paese e l’operato straordinario dei militari italiani che operano in particolare in Medioriente. Più volte il Centro Italo Arabo Assadakah ha dovuto spiegare ai nostri interlocutori che la politica estera italiana intende favorire il dialogo, che il suo ruolo nel Mediterraneo è quello di cerniera tra la sponda sud e il nord del continente, quasi sempre meta finale dei flussi migratori. Il dialogo, dunque, e non la superficialità di una certa politica italiana, è il tratto distintivo del nostro operare con i partner stranieri.

Cito il caso del Libano dove opera il contingente italiano dal 2006, il più numeroso tra quelli che operano nelle aree di crisi del pianeta. Politici italiani come Silvio Berlusconi e Renato Schifani, il primo ex presidente del Consiglio e il secondo già seconda carica dello Stato, hanno rivolto pensanti insulti nei confronti di Hezbollah, il partito sciita libanese, soggetto che siede nei banchi del parlamento e del governo. Offendo il partito della Resistenza, i due politici italiani hanno offeso il Libano e il suo popolo. È proprio in questo contesto che sono presenti i militari italiani, amati e apprezzati da tutti.

Sempre Berlusconi ha dichiarato: “Siamo consci della superiorità della nostra civiltà, che consiste di un sistema di valori che ha dato alla gente una diffusa prosperità nei paesi che l’hanno abbracciata e garantisce rispetto per i diritti umani e le religioni. Questo rispetto di sicuro non esiste nei paesi islamici”. Parole che dimostrano una totale ignoranza su che cosa è in realtà quel mondo.

Sia chiaro: i politici citati non sono stati gli unici a fare dichiarazioni avventate, ce ne sono stati altri, a destra e a sinistra, che con le loro parole hanno messo a rischio la sicurezza dei soldati italiani. Tra questi c’è anche all’ex leader del PD, Pierluigi Bersani, che andava in giro portando la vecchia bandiera del colonialismo in Siria (ci sono le foto a testimoniarlo) sostenendo una rivoluzione che ha il cuore nei movimenti salafiti e in al Qaedah.

Voglio anche ricordare la linea scellerata dell’ex ministro del Governo Monti, Giulio Terzi, che sulla vicenda siriana ha manifestato irresponsabilità e incompetenza. Non bisogna dimenticare mai l’operato del peggior ministro degli esteri che l’Italia ha avuto nella sua storia repubblicana. Questa opinione è largamente condivisa dai giornalisti della stampa estera che si occupano di Medio Oriente.

Bene, è stato proprio il Centro Italo Arabo a riparare più volte ai danni provocati da alcuni politici italiani che hanno scalfito, con le loro parole, l’immagine dell’Italia. Il popolo del Sud Libano continua ad amare i giovani militari italiani, convinti del loro ruolo e della grande capacità che hanno dimostrato in questi anni di far dialogare parti che fino a poco tempo erano abituate soltanto a ragionare con la forza delle armi e non delle parole. In questo senso va letto con una nota critica anche il ruolo di certi ambasciatori italiani a Beirut. Sono finiti i vecchi tempi in cui gli ambasciatori contavano quanto i leader politici. Oggi le cose non stanno più così e, per certi aspetti, questo ha indebolito la politica estera italiana.

 

Talal Khrais. Giornalista accreditato presso la Stampa Estera in Italia, è corrispondente dall’Italia del quotidiano libanese “As –Safir” e reporter di guerra. Responsabile delle relazioni estere del Centro Italo Arabo Assadakah. Autore di numerosi articoli e reportage. Coautore dei volumi Lebanon (Arkadia), Syria, quello che i media non dicono (Arkadia).