Ragazzo palestinese bruciato vivo, arrestati 6 estremisti ebrei


 

La polizia israeliana ha arrestato sei estremisti ebrei nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un sedicenne palestinese, bruciato vivo dai suoi assassini. Le persone fermate “appartengono apparentemente a un gruppo estremista ebraico”, ha dichiarato un responsabile israeliano. Lo Shin Bet, l’agenzia di sicurezza interna, da parte sua ha confermato che “numerosi ebrei sospetti” sono stati arrestati nelle ultime ore per essere interrogati.

Mohammad Abu Khdeir, 16 anni, era stato rapito il 2 luglio scorso nel quartiere Shuafat, a Gerusalemme Est. Il suo cadavere, che secondo l’avvocato della famiglia era completamente bruciato, è stato ritrovato qualche ora dopo il sequestro nella parte ovest della città.

Dalla Gran Bretagna, nel mentre, si aggiungono ‘pezzi del puzzle’. Nuovo video, o meglio, nuova versione di quello che nei giorni scorsi era stato pubblicato dai media britannici. Le nuove immagini mostrerebbero più chiaramente i volti dei presunti rapitori del ragazzo palestinese. Le immagini vengono diffuse dal sito web ‘Electronic Intifada’, scrive il Guardian online.

E’ stato intanto rilasciato su cauzione Tariq Abu Khdeir, il quindicenne palestinese con cittadinanza americana, cugino di Mohammad Abu Khdeir, vittima di un pestaggio da parte di agenti israeliani e arrestato giovedì scorso con l’accusa di aver lanciato bombe molotov e pietre. Per nove giorni, in attesa che l’inchiesta chiarisca se abbia davvero lanciato pietre, il giovane non potrà risiedere nel campo profughi di Shuafat, a Gerusalemme Est e dovrà rimanere agli arresti domiciliari.

L’esercito israeliano ha condotto almeno 15 attacchi aerei sulla Striscia di Gaza. In serata un drone ha provocato la morte di quattro militanti palestinesi “che erano armati”. Altri sette presunti militanti di Hamas sono stati uccisi nei raid aerei compiuti dall’aviazione israeliana. L’esercito dello Stato ebraico fa sapere che i raid hanno avuto come obiettivi luoghi utilizzati dai militanti, tra cui alcuni per la costruzione di lanciarazzi e armi, dopo che in tutto 29 razzi sono stati lanciati dalla Striscia contro Israele durante il fine settimana. Due razzi erano destinati a colpire Beersheba, città meridionale in Israele, ma Israele fa sapere che sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome.

Intanto il leader palestinese Abu Mazen ha chiesto al segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon di formare una commissione internazionale che indaghi sui ”crimini e le violazioni contro il popolo palestinese”, incluso il rapimento e l’uccisione del ragazzo palestinese “bruciato vivo” a Gerusalemme est. Abu Mazen ha aggiunto che nelle ultime due settimane “16 palestinesi, inclusi bambini e donne, sono stati uccisi”

In una lettera consegnata all’inviato Onu per il Medio Oriente Robert Serry, Abu Mazen ha spiegato che nello stesso lasso di tempo ci sono stati altri ”tentativi di rapimento e assalti a bambini”, sottolineando il caso del cugino di Mohammad Abu Khdeir, Tariq Abu Khdeir, che e’ stato ”selvaggiamente picchiato dalla polizia”. Secondo il presidente Abu Mazen gli ”attacchi dei coloni contro i palestinesi sono saliti del 41% dalla prima metà del 2014”.  “Ci stiamo preparando per una serie di passi per contrastare l’aggressione israeliana e per porre un freno ai crimini dei coloni e agli attuali attacchi contro il nostro popolo a Gaza assediata”.

Fonti: Ansa, Aki, Afp