La Camera dei rappresentanti mette sotto accusa Obama per abuso di potere


(Claudia Milia) – La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America ha autorizzato l’avvio del processo per abuso di potere contro il Presidente Barack Obama. Si tratta, occorre dirlo, di un procedimento non consueto. La Camera ha dato il via libera con 255 voti a favore e 201 contrari. La risoluzione autorizza il Presidente della Camera, John Boehner, a iniziare formalmente il procedimento contro Obama per aver violato le sue responsabilità costituzionali in quanto non avrebbe applicato fedelmente la legge di riforma del sistema sanitario del 2010. Tutti i democratici hanno votato contro.

L’accusa per molti democratici è paradossale perché, sostengono, i repubblicani odiano la riforma soprannominata, non a caso, “Obamacare”.

“Il Presidente Obama ha ecceduto nei suoi poteri costituzionali ed è responsabilità della Camera dei Rappresentanti difendere la Costituzione”, ha spiegato lunedì John Boehner in un articolo. Il futuro del procedimento è incerto perché il Ministero della Giustizia si è mostrato finora riluttante a intervenire nelle controversie tra il potere esecutivo e il potere legislativo.

I democratici sostengono che l’obbiettivo dei repubblicani è in realtà l’”impeachment” (la messa in stato di accusa) di Barack Obama, una sorte che era stata riservata a presidenti accusati di delitti gravi come Bill Clinton. I repubblicani, d’altro canto, hanno smentito fermamente che questa sia la loro intenzione reale.

“Invece di presentare una querela contro di me perché faccio il mio lavoro, voglio che il Congresso porti avanti il suo di lavoro e renda la vita degli statunitensi, che l’hanno eletto, migliore”, ha replicato Obama mercoledì scorso durante una riunione in Misuri, “smettano di fare teatro!”