Le ambiguità della Conferenza internazionale di Parigi su Iraq e Siria


 

(Salvatore Lazzara) – Via libera all’offensiva militare contro i jihadisti dello Stato Islamico dalla Conferenza internazionale di Parigi. Alla riunione erano presenti una trentina di ministri degli esteri dei paesi partecipanti che hanno aderito all’invito degli USA. Nel comunicato finale si legge che è necessario appoggiare l’Iraq con ogni mezzo, compreso “un adeguato aiuto militare”, contro l’offensiva terroristica dell’IS.  “Lo Stato islamico non è né uno stato, né rappresenta l’islam, è un movimento di estrema pericolosità. Tutti, sul posto, giudicano necessario farlo arretrare o scomparire”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, al termine della Conferenza. Il ministro degli esteri italiano Mogherini, ha dichiarato che l’ISIS “rappresenta ‘una minaccia globale che non conosce confini”. ”Siamo tutti d’accordo sulla necessità di agire insieme, sul senso di urgenza: fare presto, fare insieme”. “Non c’è tempo da perdere” contro lo stato islamico: lo ha affermato il presidente francese, ai lavori del vertice per una strategia comune contro l’Isis. Hollande ha invitato i partner occidentali ed arabi ad impegnarsi “chiaramente, lealmente e con forza al fianco delle autorità irachene”, sottolineando che “non c’è tempo da perdere” di fronte alla minaccia dei jihadisti di Daesh (Isis, lo stato islamico). In particolare i partecipanti al summit si sono “impegnati a sostenere il nuovo governo iracheno nella sua battaglia contro i terroristi”. Tale assistenza, viene precisato, dovrà essere “in linea con le necessità espresse dalle autorità irachene, nel rispetto del diritto internazionale e senza mettere a rischio la sicurezza della popolazione civile”.

Hollande ha invitato a sostenere “con ogni mezzo” le forze dell’opposizione in Siria, commettendo l’errore più grande nella lotta contro lo stato islamico. Ancora i potenti occidentali non hanno capito che aiutando i ribelli, non fanno altro che perpetuare la presenza del fondamentalismo islamico in Medio Oriente. La strategia voluta dalla Conferenza di Parigi, non fa altro che il gioco dell’ISIS. Alla riunione non hanno preso parte paesi importanti per la stabilità della regione, come l’Iran. Fiutando l’ambiguità di fondo ha preferito astenersi. La Siria, parte lesa nel conflitto non è stata tenuta in considerazione.

Nonostante il governo è stato eletto legittimamente, Obama continua la strategia della confusione. La tesi americana afferma che Assad “terrorizza il popolo” e quindi non può fare parte della coalizione. Sono più importanti -da un punto di vista politico-mediatico- le azioni sbagliate delle potenze straniere che sistematicamente raggirano il diritto internazionale, piuttosto che la collaborazione con la Siria governata stabilmente da un presidente scelto dal popolo con ampia maggioranza di suffragi. Violare la sovranità per Obama è corretto, perché secondo il suo schema democratico, il presidente siriano è un mostro. Se avviene il contrario, allora è minaccia contro la democrazia…

Le ambiguità della coalizione sono evidenti: i paesi partecipanti a guida USA, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait (paesi notoriamente ostili alla Siria) e da sempre sostenitori del proseguimento della sovversione contro Damasco, ad opera dei terroristi travestiti da ribelli, hanno trovato finalmente nel summit, l’occasione propizia per attaccarla in modo decisivo. Paradossalmente, mentre questi paesi hanno avuto riconosciuto il diritto (stabilito dagli Usa ma non dall’Onu) di bombardare l’Iraq e la Siria, il governo siriano deve starne fuori. Appare chiara la strategia: colpire l’ISIS (che continuano a sostenere con i finanziamenti e tramite l’addestramento dei terroristi), per distruggere il governo siriano.  In attesa di ulteriori sviluppi nefasti, speriamo che prevalga il buon senso e non l’interesse geopolitico-economico, di cui gli americani sono i primi responsabili.

 

 

Don Salvatore Lazzara – Sacerdote da 17 anni, è cappellano militare all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Da Cappellano Militare ha svolto i seguenti incarichi: Maricentro (MM) La Spezia, Nave San Giusto con la campagna addestrativa nel Sud Est Asiatico, X° Gruppo Navale in Sinai per la missione di Pace MFO. Successivamente trasferito alla Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Ha partecipato alla missione in Bosnia con i Carabinieri dell’MSU. Di ritorno dalla missione è stato trasferito alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dopo l’esperienza nei Carabinieri è tornato a Palermo presso i Lanceri d’Aosta (Esercito). Per Da Porta Sant’Anna curava inizialmente la rubrica “Al Pozzo di Sicar”; da Luglio 2014 ha assunto il ruolo di Direttore del Portale.