ESCLUSIVO. Il generale Ali Safi da Adra: i siriani combattono, gli americani cantano vittoria


 

(Talal Khrais – Adra, Homs) –  “Noi combattiamo mentre gli americani cantano vittoria grazie anche all’appoggio dei media. Forse servono decisamente più in Iraq perché dove colpiscono gli USA avanza l’esercito iracheno mentre in queste terre, durante i bombardamenti americani, i terroristi sono in grado di nascondersi e di rifugiarsi nei tunnel e riorganizzarsi velocemente”. Sono le parole del Generale Ali Safi, Responsabile dei Comitati Nazionali per la Difesa, un comitato di volontari che ha difeso la città di Adra, finalmente libera dopo 10 mesi di assedio da parte dei terroristi, affiliati principalmente a Jabhat al Nusra e all’Esercito dell’islam, una formazione salafita che l’Occidente considera moderata.

Al loro ingresso in città, nel dicembre scorso, i terroristi avevano rapito e ucciso sul posto alawiti, cristiani, drusi, ismaeliti, sciiti. Molti giovani uomini erano stati sgozzati e decapitati per le strade della località dopo sommari “processi”, mentre gli addetti al forno pubblico erano stati bruciati vivi dentro alla struttura in quanto dipendenti statali, dunque complici del regime. Quelle foto terribili erano poi state fatte circolare sui siti dei ribelli come propaganda ma l’opinione pubblica mondiale non si era mostrata troppo indignata di fronte a questo crimine. Stesso destino anche per gli agenti del posto di polizia e per alcuni elementi del personale sanitario dell’ospedale.

Circa 5mila civili erano riusciti ad abbandonare i quartieri dove erano tenuti in ostaggio, ma la maggior parte degli abitanti è stata tenuta in ostaggio o trasferita in altri luoghi per essere utilizzata come scudi umani.

Dopo tre giorni di aspri combattimenti, l’azione congiunta dell’Esercito Arabo Siriano e dei Comitati della Difesa Nazionale ha permesso finalmente di riconquistare un luogo di grande importanza strategica perché collega Damasco a Homs ed Aleppo. Molti terroristi sono stati uccisi, altri sono fuggiti lasciando una fortuna di armi e munizioni. La liberazione di questa città cristiana e musulmana, un borgo di operai e impiegati 20 chilometri a nord di Damasco, non è nemmeno stata presa in considerazione dalla stampa italiana.

Personalmente ho potuto e voluto assistere alla liberazione di Adra. In un primo momento, l’Esercito Siriano ha impedito ai giornalisti di proseguire a causa delle numerose mine presenti sul territorio per poi, grazie alle direttive del Generale Ali Safi, farci procedere. Ho potuto riscontrare notevoli cambiamenti rispetto a 10 mesi prima, quando sono stato testimone di una vera e propria tragedia umana, una strage di innocenti, un massacro perpetrato per mano dei takfiri sostenuti dalla potenza del petrolio arabo.

Come in altri luoghi, anche ad Adra è stata attuata una vera e propria pulizia etnica nei confronti del popolo siriano, decapitazioni e sterminio di intere famiglie da parte di un terrorismo sponsorizzato dall’occidente e da paesi come Turchia, Arabia Saudita e Qatar.

Il Generale Ali Safi racconta che la caduta della città e l’avanzamento dell’Esercito, con il sostegno della popolazione, ha permesso di interrompere il rifornimento dei terroristi e di isolarli in spazi decisamente ristretti. La cacciata dei miliziani dell’ISIS e dei gruppi jihadisti ha permesso alla provincia più grande della Siria, di vivere finalmente in pace.

Ritornando sugli attacchi degli alleati americani, il Generale ha affermato: “Non sappiamo cosa nasconde questa missione, abbiamo infatti molti dubbi ma siamo sicuri che il costo di questa guerra lo pagherà l’Europa e i Paesi Arabi.”

Lasciata Adra, dopo un ora di viaggio arriviamo a Homs dove è prevalso il dialogo e si è raggiunta una soluzione politica e militare dopo 3 anni di combattimenti. I Jihadisti hanno infatti lasciato la Città Vecchia di Homs, che occupavano da due anni, dopo la sigla di un accordo, raggiunto grazie alla mediazione dell’ambasciatore iraniano a Damasco e appoggiato dall’Onu, con l’esercito siriano.