Turchia e Arabia Saudita addestreranno altri combattenti contro Assad


 

(Redazione) – La Turchia addestrerà e armerà l’opposizione siriana “moderata”. E’ quanto afferma il Dipartimento di Stato americano. Il portavoce Marie Harf ha confermato che anche l’Arabia Saudita è pronta a fare altrettanto. Anche in questo caso gli uomini saranno addestrati nel regno e poi inviati a combattere contro “il regime di Assad”, la cui caduta rimane l’obiettivo finale dell’intervento militare della coalizione anti ISIS.

Il generale americano John Allen e vice Brett McGurk, responsabili della missione militare contro le postazioni dello Stato Islamico, nei giorni scorsi si sono recati in Turchia per chiedere ad Ankara un’azione più incisiva nella guerra in Siria. Allen ha comunque confermato che l’addestramento dell’opposizione anti Assad richiederà qualche anno.

Proprio Turchia e Arabia Saudita sono finite nel mirino dell’inviato permanente delle Nazioni Unite per la Siria, Bashar Jaafari, che ha denunciato i due paesi di aver consegnato armi di distruzione di massa, in particolare armi chimiche, “ai gruppi terroristici operanti in Siria”. Jaafari ha inoltre accusato i Ryad ed Ankara di fornire assistenza finanziaria ai gruppi che cercano di sconfiggere il presidente siriano Bashar Al Assad, mettendo in evidenza il caso della Turchia per il suo presunto supporto a più di 100 gruppi militanti attualmente operanti in Siria.

Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro Ahmet Davodoglu hanno accusato Damasco di aver attaccato la città siriana-curda del Kobane sul confine turco. Gli attacchi in realtà hanno preso di mira le postazioni dell’ISIS ma secondo Ankara i raid aerei sarebbero stati indirizzati contro la popolazione civile curda. Una notizia smentita dagli stessi curdi. Anche i testimoni oculari e i giornalisti presenti nella zona hanno smentito l’ipotesi che l’aviazione siriana abbia attaccato la città di Kobane. Ciò nonostante, sia Erdogan che Davodoglu hanno paragonato l’esercito di Assad all’ISIS: “Non possiamo lasciare il destino dei rifugiati siriani – ha detto il presidente turco – nelle mani del criminale Assad, che sta praticando terrorismo di Stato.”