In Sardegna torna il Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo: al centro il nuovo disordine mondiale


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 Raimondo Schiavone – Presidente Centro Italo Arabo del Mediterraneo

L’11 e il 12 giugno 2026 torna a Cagliari, negli spazi dell’Ex Manifattura Tabacchi, il Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo un appuntamento che negli anni ha cercato di costruire uno spazio serio, libero e plurale di confronto sui grandi temi della politica internazionale, della pace, dei conflitti e del ruolo del Mediterraneo nel nuovo scenario globale.

Come presidente del *Centro Italo-Arabo e del Mediterraneo, considero questo ritorno non soltanto un momento organizzativo importante, ma anche un segnale politico e culturale. In un tempo segnato da guerre, polarizzazioni, crisi umanitarie e trasformazioni profonde degli equilibri internazionali, la Sardegna può e deve continuare a essere un luogo di dialogo, di ascolto e di mediazione. Il Mediterraneo non è una periferia del mondo: è uno dei suoi centri vitali, uno spazio in cui si incontrano Europa, mondo arabo, Africa, Medio Oriente e grandi interessi globali.

Questa nuova edizione del Meeting nasce con l’obiettivo di leggere il presente senza semplificazioni. Parleremo di Africa, di Gaza, del Medio Oriente, del Corno d’Africa, dell’Iran, delle guerre in corso e dei nuovi equilibri geopolitici che stanno ridisegnando il mondo. Lo faremo attraverso dialoghi, tavole rotonde, testimonianze giornalistiche e proiezioni cinematografiche, provando a offrire al pubblico strumenti di comprensione e non soltanto opinioni immediate.

Uno degli elementi più significativi di questa edizione sarà il ritorno in Sardegna dell’*Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, S.E. Mohammad Reza Sabouri. La sua presenza rappresenta un’occasione importante per ascoltare direttamente una visione iraniana sui conflitti, sulle tensioni regionali e sul ruolo di Teheran nel quadro internazionale. In un momento in cui l’Iran è spesso raccontato attraverso letture parziali, distanti o filtrate esclusivamente da prospettive esterne, avere la possibilità di un confronto diretto è un valore democratico e culturale.

Il Meeting non nasce per offrire verità precostituite, ma per aprire spazi di comprensione. Ascoltare non significa necessariamente condividere; significa, però, riconoscere che la conoscenza dei conflitti passa anche dalla capacità di confrontarsi con punti di vista diversi, soprattutto quando questi riguardano aree decisive per la sicurezza e il futuro del Mediterraneo.

La prima giornata, l’11 giugno, sarà dedicata ai conflitti e ai nuovi equilibri, dal Golfo al Corno d’Africa. Il dialogo con la giornalista Leila Belhadj Mohamed permetterà di attraversare scenari complessi, spesso poco raccontati nel dibattito pubblico italiano, ma fondamentali per comprendere le dinamiche regionali e internazionali. A seguire, il confronto con l’Ambasciatore iraniano offrirà un approfondimento specifico sul punto di vista di Teheran, in una fase storica particolarmente delicata.

Il 12 giugno il Meeting proseguirà con il racconto della guerra attraverso l’esperienza diretta del reporter Luca Steinmann, che dialogherà con i giornalisti Alessandro Aramu Matteo Meloni. Raccontare la guerra significa anche interrogarsi sul ruolo dell’informazione, sulla responsabilità dei media, sulla difficoltà di restituire la complessità dei fronti e delle popolazioni coinvolte.

La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata a Trump e al nuovo disordine mondiale, con la partecipazione di ospiti autorevoli come Vincenzo Amendola, Don Marco Lai, Antonello Cabras e il sottoscritto. Sarà un momento di confronto sui nuovi assetti internazionali, sulle conseguenze politiche delle trasformazioni americane, sulle crisi globali e sul ruolo che l’Italia, l’Europa e il Mediterraneo possono ancora svolgere.

Accanto agli incontri, il programma prevede anche due proiezioni cinematografiche: Il Dio della Guerra Il Giardino delle arance, due opere che contribuiranno ad ampliare il linguaggio del Meeting, affiancando alla riflessione politica anche la forza narrativa del cinema.

In questi anni abbiamo imparato che il Mediterraneo non può essere compreso solo attraverso le categorie dell’emergenza. Migrazioni, guerre, energia, religioni, cooperazione, sicurezza, diritti e sviluppo sono parti di una stessa grande questione. Per questo il Meeting vuole essere un luogo in cui studiosi, giornalisti, rappresentanti istituzionali, operatori sociali e cittadini possano incontrarsi e ragionare insieme.

Il ritorno del Meeting in Sardegna è quindi un invito. Un invito a partecipare, ad ascoltare, a porre domande, a non fermarsi alla superficie delle notizie. In un mondo che sembra sempre più frammentato, costruire occasioni di dialogo è una responsabilità collettiva.

L’appuntamento è a Cagliari, l’11 e 12 giugno, all’Ex Manifattura Tabacchi. Saranno due giornate intense, con ospiti importanti e temi decisivi per comprendere il nostro tempo. Il Centro Italo-Arabo e del Mediterraneo rinnova così il proprio impegno per fare della Sardegna un ponte di dialogo tra popoli, culture e visioni del mondo.


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