Hamas: il Profeta non si insulta. Il Papa: la religione non si offende


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Hamas, il movimento di resistenza palestinese, ha condannato l’ultimo numero della rivista satirica francese Charlie Hebdo, uscita con una nuova caricatura del profeta Maometto in copertina. Sul quotidiano ufficiale del gruppo, Felesteen, si legge che la libertà di espressione non permette di insultare il Profeta ed è stata pubblicata una vignetta che rappresenta una mano che fa un segno di stop a un’altra mano, che impugna un pennello a forma di diavolo. Sotto la prima mano appare la scritta “Tutto tranne il Profeta”, mentre sotto quella con il pennello si legge “Libertà di espressione”. Anche il dirigente di Hamas Izzat Risheq ha dichiarato che la pubblicazione delle nuove vignette di Charlie Hebdo “getta benzina sul fuoco”.

Dallo Sri Lanka anche Papa Francesco è intervenuto sulla vicenda di Charlie Hebdo: “Essere miti, umili non aggressivi è miglior modo per rispondere” a minacce di attentati. Bergoglio si dice “preoccupato per l’incolumità dei fedeli“, per sé ha paura ma anche “una sana incoscienza” e ha paura del dolore fisico. “La libertà di religione” – ha detto ancora Francesco – è essenziale, e “non si uccide in nome di Dio“. La “libertà di espressione è un diritto, ma anche un dovere”. Neppure “si offende la religione”, ma in questo caso “non si reagisce con violenza”.

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