Siria: servono subito 121 milioni di dollari per evitare l’aggravarsi della crisi alimentare


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Sono urgentemente necessari circa 121 milioni di dollari per prevenire un’ulteriore aggravarsi della sicurezza alimentare e il collasso delle catene alimentari regionali nel mezzo dell’attuale crisi in Siria. Crisi che ha gravemente arrestato la produzione alimentare e il commercio, lasciando circa 9,8 milioni di persone in stato di insicurezza alimentare. Ad affermarlo in una nota è la Fao. «Dobbiamo fornire ulteriore assistenza agli agricoltori per aiutarli a ricostruire le infrastrutture agricole e i mezzi di sussistenza, o vedremo la sicurezza alimentare continuare ad aggravarsi», sottolinea Abdessalam Ould Ahmed, direttore generale aggiunto della Fao e rappresentante regionale per il vicino Oriente e il Nord Africa.

La Terza Conferenza Umanitaria Internazionale dei Donatori per la Siria, che si terrà a Kuwait City il 31 Marzo, rappresenta un’opportunità per raccogliere dei fondi cruciali per rafforzare la produzione agricola nelle comunità di tutta la Siria e dei paesi limitrofi. Attualmente al suo quinto anno, la crisi siriana ha provocato l’esodo di 11 milioni di persone, di cui quasi 4 mln verso i vicini Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia. Circa l’85% di questi rifugiati si sono stanziati al di fuori dei campi, molti in aree rurali dove l’agricoltura è il mezzo di sostentamento delle famiglie più povere. Nella stessa Siria, è andato perduto circa il 50% del bestiame e la produzione cerealicola si è dimezzata dall’inizio della crisi nel 2011, per via dell’aggravarsi del conflitto e di condizioni climatiche avverse

Sostenere la produzione agricola, rileva la Fao, è essenziale per assicurare un’offerta alimentare stabile in Siria e nella sub-regione, che ha visto un aumento dei prezzi alimentari che sta colpendo in particolar modo il 75% di Siriani già attualmente in stato di povertà. La conferenza dei donatori mira a raccogliere i fondi necessari a rispondere alle urgenze delineate nel Piano Strategico di Risposta per la Siria per il 2015 (Srp) e nel Piano Regionale per i Rifugiati e la Resilienza (3rp) per il 2015-2016. In tutto, per rispondere agli effetti della crisi in Siria a alle sue ripercussioni nella regione saranno necessari, rispettivamente, 2,9 miliardi di dollari e 5,5 mld, secondo l’Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Unocha).

In questa prospettiva, la Fao sta cercando fondi per 59 mln di dollari per i suoi interventi in Siria, volti a sostenere la produzione dei beni alimentari di base, a migliorare i redditi e l’alimentazione delle famiglie, a proteggerne il bestiame e a migliorare il modo i cui governi, agenzie di sviluppo e comunità cooperano per garantire la sicurezza alimentare. Questi fondi andranno ad assistere oltre 1,5 mln di persone. Ulteriori 62 mln di dollari sono poi necessari per aiutare le comunità ospitanti in Iraq, Giordania, Libano e Turchia a fronteggiare l’afflusso di rifugiati rendendo la loro agricoltura più produttiva e sostenibile.

Queste misure includono la prevenzione di malattie animali e vegetali, il sostegno all’allevamento da cortile e lo sviluppo delle catene produttive. Queste operazioni vanno a rafforzare l’impegno esistente della Fao in tutta la Siria, impegno che ha già contribuito a sostenere i mezzi di sussistenza di oltre un milione di Siriani dall’inizio del conflitto nel 2011. Nel 2014, circa 238.000 persone hanno ricevuto sementi che hanno prodotto cereali sufficienti a sfamare oltre 420.000 persone per un anno. Altre 24.500 persone hanno ricevuto pacchi di semi vegetali che hanno permesso loro di coltivare cibi più nutrienti, oltre a circa 45 000 capi di pollame che si stima dovrebbero produrre circa 9 mln di uova per le famiglie siriane. Intanto, oltre un milione di animali è stato sottoposto a trattamento antiparassitario e circa 7.600 piccoli allevatori hanno ricevuto mangime per i loro animali nel corso dell’anno passato.

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