Africa. Boko Haram incendia la Nigeria. Cessate il fuoco in Mali


 

Le forze dell’ordine, edifici governativi e una scuola sono stati oggetto di un nuovo attacco degli islamisti di Boko Haram a Buni Yadi, nel nord-est della Nigeria. Gli attacchi sono avvenuti dopo che il capo di stato maggiore nigeriano, il maresciallo Alex Badeh, ha annunciato che l’esercito ha localizzato le liceali rapite il 14 aprile proprio dai Boko Haram. Badeh ha escluso un intervento militare per liberarle sostenendo che è rischioso per gli ostaggi stessi.

Secondo quanto riferito da testimoni, la città, dove i fondamentalisti hanno già massacrato decine di studenti all’inizio dell’anno, è stata attaccata da miliziani islamici che hanno aperto il fuoco sui dei militari a un check-point. In seguito gli islamisti hanno distrutto l’ufficio della polizia locale e incendiato la casa di un capo del governo locale, nonché diversi edifici governativi. Le milizie hanno sparato inoltre su una scuola primaria, anche se vuota, ha indicato un testimone. L’attacco ha provocato la morte di 24 soldati e 21 poliziotti. Altre 10 persone sono rimaste uccise per un attacco nello stato del Borno.

Buni Yadi è situata nello Stato di Yobe, uno dei più colpiti dal gruppo islamista negli ultimi cinque anni. Yobe, come lo Stato di Borno e Adamawa, nel nord-est, hanno dichiarato lo Stato d’emergenza da oltre un anno.

Buone notizie invece arrivano dal Mali, dove i gruppi separatisti tuareg hanno accettato un accordo per il cessate il fuoco con il governo. Gli scontri della settimana scorsa avevano minacciato di far precipitare il paese nella guerra. L’accordo è stato raggiunto a seguito di un incontro tra il capo dell’Unione Africana e i gruppi separatisti nel nord del Mali per discutere una tregua permanente e la ripresa dei colloqui tra i ribelli ed il governo a Bamako. Il presidente mauritano Mohamed Ould Abdel Aziz e il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Mali Albert Koenders hanno tenuto i colloqui per più di quattro ore con i tre principali gruppi ribelli ed i leaders locali tuareg in uno sforzo per ravvivare i negoziati di pace tra le due parti.

(con fonti Afp/ Ap/ Ansa)

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