Bundestag riconosce il genocidio armeno. Premier turco protesta con Markel


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Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel per protestare contro la risoluzione che il Bundestag voterà domani sulla strage di armeni nel 1915, nella quale si parla esplicitamente di «genocidio». Lo riporta il sito del quotidiano turco Zaman, spiegando che la telefonata risale a ieri e che Davutoglu avrebbe affermato che l’uso del termine «genocidio» è inammissibile, perché riferibile solo ai fatti successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

Secondo quanto reso noto dalla sua vice portavoce Christiane Wirtz, la Merkel in persona avrebbe detto al premier Davutoglu che il governo tedesco considera quello armeno un genocidio. Fino a oggi la Germania aveva evitato di definire il massacro del 1915 come genocidio per rispetto alla Turchia.

Nella mozione che sarà messa ai voti domani, si definisce «l’espulsione organizzata e lo sterminio di oltre un milione di armeni» come un esempio degli «omicidi di massa, campagne di pulizia etnica, espulsioni e quindi genocidi che hanno segnato il 20esimo secolo in un modo così orribile». La risoluzione ammette comunque «l’unicità dell’Olocausto, per il quale la Germania porta la colpa e la responsabilità».

AUSTRIA RICONOSCE IL GENOCIDIO – Il Parlamento austriaco ha osservato un minuto di silenzio in memoria del genocidio armeno: è la prima volta che Vienna, ex alleata dell’impero Ottomano, riconosce il genocidio del popolo armeno. “Il 24 aprile 1915 ha segnato l’inizio delle persecuzioni che si sono concluse con un genocidio”, ha dichiarato la presidente socialdemocratica del Parlamento, Doris Bures, prima di invitare i deputati ad alzarsi e a raccogliersi. Sempre in Parlamento è stata presentata una dichiarazione congiunta firmata dai sei gruppi parlamentari di riconoscimento del genocidio. Nella nota i leader si sono rivolti alla Turchia invitandola “ad affrontare l’oscuro e doloroso capitolo del proprio passato e a riconoscere che i crimini commessi contro gli armeni furono un genocidio”. Ankara, dal suo canto, ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore in Austria, per protestare contro il riconoscimento simbolico da parte del parlamento viennese.

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