Riconoscimento della Repubblica del Nagorno Karabakh, il 10 maggio si riunisce il parlamento armeno


 

Il governo armeno ha analizzato un disegno di legge “sul riconoscimento della Repubblica Artsakh” (il nome utilizzato da Erevan per identificare la Repubblica de facto del Nagorno Karabakh) e lo ha inviato al Parlamento. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampe russa “Ria Novosti”, le conclusioni sono state accettate senza discussioni e il testo è stato presentato al parlamento che ha deciso di riunirsi in sessione straordinaria. L’assemblea discuterà il testo il 10 maggio.

La proposta di legge presentata al governo dal vice ministro Kocharian è stata avanzata da due deputati dell’opposizione, Zaruhi Postanjyan e Hrant Bagratyan, del gruppo  ‘Patrimonio’. In Armenia le iniziative legislative dei parlamentari hanno bisogno di un’approvazione preliminare da parte del governo. Non è la prima volta che l’opposizione armena chiede il riconoscimento dell’indipendenza del Nagorno-Karabakh, ma fino a oggi il governo di Erevan aveva sempre respinto queste iniziative per non compromettere il processo di pace mediato dal Gruppo di Minsk dell’Osce presieduto da Russia, Francia e Usa.

Nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa “Interfax”, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dichiarato di aver avuto assicurazione dal governo di Erevan che non ci sarebbe stato un riconoscimento unilaterale della Repubblica, sebbene la prassi preveda l’analisi e la votazione delle proposte di legge.

“Il governo armeno, a norma di legge, dovrebbe elaborare un parere sul disegno di legge. Ora io non ho intenzione di suonare l’allarme e andare in panico. Quando ero a Erevan, ho parlato con il ministro degli Esteri, Edward Nalbandian, e mi è stato chiaramente ribadito l’impegno di Erevan per una soluzione pacifica. Ciò significa che lo status Karabakh è determinato nel contesto della disposizione generale e non unilateralmente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo.

Una posizione ribadita anche dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: “No, non è stato discusso con Mosca. Stiamo monitorando attentamente le decisioni che sono state fatte in questo contesto. E, naturalmente, ci aspettiamo che le parti in conflitto evitino tutte le misure che potrebbero interrompere il cessate il fuoco piuttosto fragile e portare a un’escalation delle tensioni nel Nagorno-Karabakh”.

Il portavoce del ministero degli Esteri dell’Azerbaigian, Khikmet Gadzhiyev, ha comunicato che “riconoscendo il regime separatista nella terra azera occupata, Erevan rifiuta di fatto il processo di pace lanciato dal Gruppo di Minsk. Questo significherebbe la fine del processo di pace, dal momento che il gruppo di Minsk dovrebbe rinunciare al suo mandato”.