Esercitazioni militari in Marocco con la supervisione degli Stati Uniti


 

Hanno preso il via, nella città di Agadir in Marocco, le esercitazioni militari sotto la supervisione degli USA, a cui parteciperanno le forze militari di Marocco, Germania, Mauritania, Tunisia, Gran Bretagna e Senegal. La manovra nota come “Leone l’Africano 2015″ è una delle più grandi del suo genere. Gli obiettivi principali sono: rafforzare la cooperazione tecnica dell’esercito, mantenere la pace, fornire sostegno militare ai civili in una prospettiva di intervento congiunto in caso di crisi internazionali e lotta al terrorismo.

Fonti giornalistiche degli Stati Uniyo garantiscono che il tutto si svolgerà secondo il rispetto di tutte le regole delle Nazioni Unite. Le esercitazioni militari tra USA e Marocco erano state sospese nel 2013. Con la ripresa delle operazioni, il Marocco ritorna al livello di cooperazione militare che aveva con la Casa Bianca e il Pentagono prima della sospensione.

Da anni in Marocco è presente il Comando Africano degli Stati Uniti (Africom), un centro di comando del Pentagono in Africa, una struttura presentata come una forma di protezione umanitaria che rientra nella cosiddetta “guerra contro il terrorismo”. Il comando militare si trova a Tan Tan, alla frontiera fra Marocco e il Sahara Occidentale. Gli USA hanno scelto la costa atlantica del Marocco come sede dell’Africom, il cui obiettivo è il controllo militare del continente.

Le basi nordamericane nel paese magrebino sono state chiuse nel 1963 e le facilitazioni alla US Navy, nel porto di Kenitra, sono finite nel 1978. Il Marocco ha continuato a cooperare con Washington fino ad oggi, consentendo alla forze d’intervento rapide con base in Florida, di fare scalo per il loro dispiegamento verso il Medio Oriente nelle successive guerre del Golfo. L’Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA), da parte sua, ha continuato ad utilizzare le strutture di ricezione di Tangeri e la base di Ben Guerir per il controllo di satelliti, e come base alternativa per l’atterraggio della navicella spaziale Discovery della NASA.
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